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Riunione a Palazzo Chigi con Meloni, Tajani, Crosetto e Giorgetti in vista del vertice Nato

(Adnkronos) – Secondo quanto si apprende da fonti governative, è in corso a Palazzo Chigi una riunione: partecipano, oltre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti. 

L’incontro, secondo quanto riferito dalle stesse fonti, è stata convocato per fare il punto della situazione in vista del vertice Nato di Ankara del 7-8 luglio. 

 

Sempre in vista del summit in Turchia, il 24 giugno scorso la premier ha intanto partecipato al vertice dei Paesi E5, ossia Francia, Germania, Italia, Polonia e Gran Bretagna, le cinque principali potenze militari europee i cui leader Macron, Merz, Meloni, Tusk e Starmer si sono riuniti alla sede della cancelleria di Berlino per coordinarsi in vista dell’appuntamento di inizio luglio. 

Nel corso della conferenza stampa congiunta di fine lavori, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha illustrato i cinque punti poi apparsi in una dichiarazione congiunta. 

In testa, l’impegno dei leader E5 a rafforzare il ruolo dell’Europa nella Nato, con il Vecchio Continente chiamato ad assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza transatlantica condivisa, seppur in stretto coordinamento con gli Stati Uniti. I cinque hanno accolto con favore i progressi compiuti dagli alleati nell’attuazione degli obiettivi di investimento concordati al vertice Nato dello scorso anno all’Aia e convenuto di sviluppare congiuntamente percorsi per rafforzare i contributi europei alle capacità dell’alleanza. 

Secondo, i cinque leader hanno concordato di rafforzare in modo proattivo la postura di deterrenza e difesa dell’Alleanza, anche aumentando i contributi in tal senso, “al fine di rispondere e scoraggiare la minaccia più significativa e diretta, proveniente dalla Russia”, oltre alla minaccia asimmetrica del terrorismo, in linea con l’approccio a 360 gradi dell’Alleanza. Hanno anche riaffermato il loro impegno fondamentale per la sicurezza dell’area euro-atlantica e la determinazione ad agire tempestivamente e congiuntamente qualora tale sicurezza fosse minacciata. 

Terzo, i leader hanno riconosciuto l’importanza di una più stretta cooperazione industriale nel settore della difesa per garantire capacità, prontezza operativa e resilienza alla velocità, scala e valore necessari. I cinque hanno concordato di rafforzare tale cooperazione con un focus su difesa aerea, sistemi senza pilota, intelligenza artificiale e capacità di fuoco a lungo raggio, accelerando in particolare lo sviluppo e l’acquisizione congiunti europei di capacità di attacco di precisione a lungo raggio. I leader hanno sottolineato l’importanza di sfruttare le tecnologie emergenti attraverso meccanismi finanziari in grado di attrarre capitali e investimenti, anche per colmare lacune critiche nelle capacità e aumentare l’interoperabilità. 

Quarto, i Paesi E5 si sono impegnati a continuare a sostenere in modo sostanziale l’Ucraina nella sua difesa contro l’aggressione russa, anche attraverso sanzioni e pressioni economiche su Mosca e attraverso il sostegno alla resilienza del settore energetico ucraino. I cinque leader hanno espresso supporto agli impegni di aiuto militare che verranno formalizzati al vertice Nato e all’intensificazione della cooperazione con Kiev attraverso le iniziative dell’Alleanza, incluse Jatec e Nsatu, rispettivamente il centro congiunto Nato-Ucraina che analizza le lezioni apprese dal conflitto per trasformarle in dottrine e programmi di addestramento per l’Alleanza e il braccio operativo della Nato che coordina forniture militari e addestramento immediato per le forze armate ucraine. In più i leader si sono detti allineati sulle condizioni per una pace giusta e duratura e sostengono proposte per un dialogo diretto tra Ucraina e Russia, con la partecipazione attiva di Usa ed Europa. 

Il quinto e ultimo punto è dedicato all’Iran, con i cinque leader che hanno accolto con favore il memorandum d’intesa Usa-Iran, “raggiunto sotto la guida del presidente Trump con il supporto dei Paesi mediatori”, concordando che si tratta di un “momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l’economia globale”. Hanno ribadito l’impegno a sostenerne l’attuazione nell’ambito di un “seguito urgente” che garantisca una pace duratura, sottolineando che l’Iran non dovrà mai dotarsi di armi nucleari. Gli E5 hanno anche riaffermato l’importanza della libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni nello Stretto di Hormuz, confermando l’intenzione di partecipare alla missione militare multinazionale guidata da Gran Bretagna e Francia non appena le condizioni lo consentiranno, nel rispetto dei rispettivi requisiti costituzionali. 

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