Scuola, la Uil Toscana: “Con la manovra 2027 a rischio 425 posti nella regione”

FIRENZE – Quasi 7mila posti in meno nella scuola statale italiana dal prossimo anno scolastico, con ricadute anche in Toscana. A denunciarlo è la Uil Scuola Toscana, per voce del segretario generale Carlo Romanelli, che stima una perdita di circa 425 posti nella regione dal 2027/28: 300 di docente e 125 di personale Ata, cioè amministrativo, tecnico e ausiliario.

Il calcolo parte dal disegno di legge di bilancio 2027, che prevede a livello nazionale una riduzione di 4925 posti di docenti e 2049 posti Ata, per un totale di 6974 unità. Tagli che si aggiungono a quelli già disposti: 5660 docenti dal 2025/26 e 2174 Ata dal 2026/27. Applicando il peso delle autonomie scolastiche toscane sul totale nazionale, il conto complessivo potrebbe arrivare a circa 903 posti in meno in tre anni scolastici: oltre 645 tra i docenti e circa 258 tra il personale Ata.

“Non possiamo considerare questi numeri semplici operazioni contabili – afferma Romanelli – Dietro ogni posto tagliato c’è un servizio che rischia di essere ridimensionato, un carico di lavoro che aumenta e una comunità scolastica che perde risorse professionali. La Toscana ha bisogno di investimenti, non di ulteriori riduzioni degli organici”.

Denatalità e aree interne

Il sindacato respinge l’argomento del calo degli iscritti. “La denatalità non può diventare il pretesto per ridurre il personale – sottolinea – Il calo degli iscritti dovrebbe essere utilizzato per diminuire il numero degli alunni per classe, rafforzare il sostegno, migliorare la qualità della didattica e garantire maggiore attenzione ai bisogni degli studenti”.

Il problema, avverte Romanelli, pesa di più dove la scuola è un presidio. “In Toscana assume una particolare rilevanza nelle aree interne, nei territori montani e nei piccoli comuni – spiega – dove la scuola rappresenta spesso un presidio fondamentale di socialità, inclusione e contrasto allo spopolamento. Una riduzione degli organici rischia di aggravare le difficoltà di istituti già chiamati a garantire servizi su territori vasti, con sedi distaccate, collegamenti complessi e una popolazione scolastica distribuita in modo disomogeneo”.

Il personale Ata

Preoccupa in particolare il taglio dei profili non docenti. “Collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici svolgono funzioni indispensabili per il funzionamento quotidiano delle scuole – ricorda Romanelli – Ridurne ulteriormente il numero significa aumentare i carichi di lavoro, rendere più difficile la vigilanza e l’assistenza agli alunni e compromettere l’efficienza dei servizi amministrativi e tecnici”.

Stipendi e richieste al governo

Il sindacato richiama anche il tema delle retribuzioni. “Il personale della scuola continua a fare i conti con stipendi che risentono dell’inflazione e delle perdite di potere d’acquisto accumulate negli anni – osserva – In Toscana, come nel resto del Paese, gli aumenti contrattuali devono tradursi in un effettivo miglioramento delle retribuzioni nette, senza essere eccessivamente ridimensionati dal peso della fiscalità e delle addizionali regionali e comunali”.

Da qui le richieste a governo e parlamento: cancellare gli ulteriori tagli agli organici previsti dalla manovra, investire nel rafforzamento di docenti e Ata con attenzione alle aree interne e ai territori più fragili, stanziare risorse aggiuntive per i rinnovi contrattuali, estendere a tutto il pubblico impiego la detassazione degli aumenti contrattuali e valorizzare economicamente e professionalmente tutto il personale. “Non si può chiedere alla scuola toscana di garantire qualità, inclusione, sicurezza e servizi sempre più complessi con meno personale e retribuzioni che continuano a perdere potere d’acquisto – dichiara Romanelli – La scuola pubblica è un investimento strategico per il futuro delle nostre comunità. Il governo deve scegliere se rafforzarla oppure continuare a ridurne le risorse”.

Le iniziative annunciate

La Uil Scuola Toscana annuncia che non si limiterà alla denuncia. “Saremo impegnati su tutti i livelli istituzionali e sindacali per contrastare i tagli agli organici e tutelare il lavoro e la qualità del servizio scolastico – assicura il segretario – Chiederemo un confronto all’ufficio scolastico regionale e alla Regione Toscana per conoscere le ricadute effettive della manovra sui territori, sulle istituzioni scolastiche e sui posti di lavoro. Porteremo la questione ai tavoli nazionali, sollecitando governo e parlamento a rivedere le scelte sugli organici. Saremo al fianco delle Rsu, dei lavoratori e delle lavoratrici nelle scuole, monitorando le situazioni di maggiore criticità e intervenendo per difendere i posti di lavoro, contrastare il sovraccarico di mansioni e tutelare i diritti del personale docente e Ata”.

REDAZIONE

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