FIRENZE – Il futuro del settore primario toscano, le dinamiche legate alla nuova Politica Agricola Comune (Pac) e la necessità di riforme strutturali sono stati al centro del vertice istituzionale Agricoltura Toscana 6.0 – La politica del fare. L’incontro, organizzato da Confagricoltura Toscana, si è tenuto nella prestigiosa cornice fiorentina dell’Accademia dei Georgofili, configurandosi come un momento di confronto strategico tra i rappresentanti di categoria, il mondo accademico e i vertici della Giunta regionale.
Lo snodo cruciale per la stabilità del comparto, secondo quanto emerso dai lavori, risiede nell’efficienza della macchina burocratica. Il presidente regionale di Confagricoltura, Carlo Bartolini Baldelli, ha evidenziato come il ritardo e la farraginosità nei pagamenti dei contributi compromettano gravemente la capacità di pianificazione delle aziende. Per ovviare a questa criticità ciclica, l’assessorato regionale competente sta lavorando alla stesura di un apposito pacchetto normativo, finalizzato a garantire una maggiore puntualità e razionalità all’intero sistema di erogazione degli aiuti.
L’analisi sindacale si è poi concentrata sulla sostenibilità economica delle imprese. La tutela dei margini di profitto e l’incremento della produttività costituiscono direttrici inderogabili. La solidità dei bilanci aziendali, infatti, rappresenta la condizione preliminare non solo per evitare il collasso delle strutture produttive, ma soprattutto per rendere possibile quel ricambio generazionale considerato vitale per la sopravvivenza del settore. A tal fine, i vertici dell’associazione rimarcano l’urgenza di adottare provvedimenti concreti capaci di trattenere il valore aggiunto all’interno delle filiere locali, traducendo in prassi operativa il connubio tra eredità tradizionale e innovazione tecnologica.
Un ulteriore pilastro per la tenuta del sistema agricolo regionale è rappresentato dalla gestione delle risorse umane. Il direttore di Confagricoltura Toscana, Gianluca Cavicchioli, ha posto l’accento sulla tutela della forza lavoro, definendola un patrimonio da salvaguardare attraverso una convergenza di intenti che coinvolga attivamente le sigle sindacali, le istituzioni pubbliche e le singole realtà imprenditoriali.
Il tavolo di lavoro ha registrato la partecipazione attiva delle massime autorità regionali e accademiche del comparto. Oltre all’assessore regionale alle politiche agricole, Leonardo Marras, che ha tracciato le prospettive territoriali alla luce dei nuovi assetti della Pac, hanno preso parte ai lavori il presidente dell’Accademia ospitante Massimo Vincenzini, il professor Leonardo Casini dell’Università degli studi di Firenze, il direttore regionale per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Roberto Scalacci e la dirigente del settore Autorità di gestione Feasr della Regione, Sabina Borgogni.
REDAZIONE



