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Si chiude anche la mostra di Castiglioncello dedicata a Fattori

Fino a domenica (11 gennaio) l’evento, promosso dal Comune di Rosignano Marittimo con la collaborazione di Fondazione Armunia

ROSIGNANO – Ultima settimana per visitare la grande mostra Fattori. Poesia del bianco e nero inaugurata lo scorso 4 ottobre 2025 al Castello Pasquini di Castiglioncello. L’evento, promosso dal Comune di Rosignano Marittimo con la collaborazione di Fondazione Armunia per celebrare i 200 anni della nascita del grande artista livornese, si concluderà infatti domenica 11 gennaio 2026, ultimo giorno di apertura al pubblico. In questi giorni proseguono comunque le aperture straordinarie della mostra, decise in occasione del lungo periodo delle festività natalizie. 

Fino a domani (6 gennaio) festa dell’Epifania, la mostra sarà aperta il pomeriggio dalle ore 16 alle 20. Chiusura mercoledì e giovedì e quindi (come si ricorderà durante questi mesi la mostra era visitabile dal venerdì alla domenica) di nuovo apertura sempre a ingresso libero venerdì 9 gennaio dalle 10 alle 13 e il pomeriggio dalle 16 alle 20, quindi sabato 10 e domenica 11 apertura pomeridiana dalle 16 alle 20 quando il sipario calerà su questa esposizione che ha riscosso un grosso successo di pubblico.

Fattori. Poesia del bianco e nero, durante l’allestimento al Castello Pasquini, è stata anche accompagnata da alcuni eventi collaterali, fra cui il concerto di sabato 13 dicembre con il flautista Stefano Agostini e il fisarmonicista Massimo Signorini e due conferenze a cura di Umberto Falchini, studioso d’arte, che si sono svolte nella saletta del Centro Culturale Le Creste a Rosignano Solvay.

Questa esposizione – come detto – è nata per celebrare il 200esimo compleanno di Fattori che, di fatto, è come ritornato a casa dal momento che sul promontorio fu numerose volte ospite nell’Ottocento del mecenate Diego Martelli che a Castiglioncello aveva una villa. Proprio qui crebbe il movimento dei pittori della macchia, ovvero i macchiaioli, di cui Fattori è stato uno dei maggiori esponenti.

Nato a Livorno nel settembre del 1825 e morto a Firenze nell’agosto del 1908, Giovanni Fattori racconta e si racconta nelle sale del Castello Pasquini attraverso le oltre 70 acqueforti che rappresentano una produzione artistica di nicchia particolarmente interessante sotto il profilo artistico e della critica  Le incisioni diventarono  per Fattori un mezzo privilegiato per esprimere i sentimenti, le emozioni, la creatività e il rapporto con ciò che ci circonda.

L’obiettivo primario dell’evento è stato quello di far conoscere proprio l’opera incisoria che l’artista livornese avviò con vigore partire dal 1883 con risultati che collocano Fattori ai vertici della storia della grafica a livello europeo. Le acqueforti che fanno parte del percorso sono in tiratura originale e appartengono a istituzioni pubbliche. 44 incisioni arrivano dal Museo Civico di Livorno intitolato proprio a Giovanni Fattori, illustre figlio della città; 19 sono quelle prestate dal Museo della Grafica di Pisa; 8 dalla Fondazione Accademia Carrara di Bergamo e una dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. La curatrice è Silvestra Bietoletti che il giorno dell’inaugurazione della mostra, inizio ottobre, fu anche protagonista davanti ad un folto pubblico di appassionati di una lectio magistralis. Dal 2002, anno in cui pubblicò un libro sulla pittura di macchia, Bietoletti ha curato diverse mostre sui Macchiaioli e collaborato alle più importanti esposizioni allestite in Italia sul tema, tra le più recenti delle quali vi sono I macchiaioli. Arte italiana verso la modernità, e Giovanni Fattori, tutte e due alla GAM di Torino, rispettivamente nel 2018-2019 e nel 2021-2022.

© Riproduzione riservata

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