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Rosignano Marittimo, ultimi giorni di apertura per la mostra ‘I bronzi di Pilistrello’

In programma anche una visita guidata a cura della direttrice Megale

ROSIGNANO MARITTIMO – Siamo arrivati agli ultimi giorni di apertura della mostra I bronzi di Pilistrello. 1565 – 2025. La chiusura, che in un primo tempo era stata fissata all’inizio di novembre 2025, in considerazione dell’interesse suscitato, è stata poi prorogata fino all’1 febbraio, ultimo giorno in cui sarà possibile ammirare i tre piccoli bronzi rinvenuti nel 16esimo secolo nell’area del Pilistrello, nel territorio del Comune di Rosignano Marittimo.

In vista della chiusura, il Museo Civico Archeologico Palazzo Bombardieri di cui è direttrice Carolina Megale, ha deciso di organizzare una visita guidata ai bronzetti, per raccontare a tutti coloro che vorranno visitare l’esposizione la loro storia che li lega ai Medici, agli Uffizi e quindi al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

La visita guidata – Ciao Bronzi! – è stata programmata per domenica (25 gennaio) alle 18. Sarà a cura della direttrice Megale. È consigliata la prenotazione contattando il museo al numero 0586 724288 o alla mail palazzobombardieri@comune.rosignano.livorno.it.

La mostra celebra i 460 anni (1565-2025) dalla scoperta delle tre preziose statuette in bronzo: due raffiguranti Ercole e uno la Concordia. Come descritto da Giorgio Vasari, queste opere esposte a suo tempo nella Tribuna degli Uffizi, erano tra “le più preziose gioie ed altre delizie onorate e belle che abbi il Granduca”.

La scoperta avvenne l’1 maggio 1565 in località Pilistrello ed è avvolta da un velo di mistero come riportato in due lettere indirizzate a Cosimo I de’ Medici. Secondo queste, inizialmente, due butteri al servizio di Marcantonio trovarono frammenti di un antico vaso di rame. Pochi giorni dopo, alcuni contadini furono colti in flagrante mentre cercavano altri reperti, e fu allora che emersero le due figure di Ercole e la statua di Concordia.

La mostra esplora il “giallo” delle due versioni di questo ritrovamento attraverso le lettere originali di Francesco Galganetti da Colle, ufficiale di Rosignano, e di Andrea Tartaglia (Andrea Colleschi da Palaia), capitano mercenario e supervisore della Maremma. Mentre Galganetti enfatizza la scoperta in sé, Tartaglia solleva dubbi sulle intenzioni dei contadini e racconta di come i funzionari comunali di Rosignano, Bondino di Banti e Girolamo di Domenico, si impossessarono dei bronzi, inviandoli poi a Cosimo I de’ Medici. Quindi entrarono a far parte delle prestigiose collezioni medicee e furono a lungo esposti – come già accennato – nella celebre Tribuna degli Uffizi, la “camera delle meraviglie” progettata da Bernardo Buontalenti. Questo spazio, concepito come uno scrigno di conoscenza, ospitava capolavori d’arte, oggetti preziosi e curiosità naturali.

I bronzi di Pilistrello, insieme a opere come la Chimera d’Arezzo e l’Arringatore, sono poi confluiti nel patrimonio del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, tornando solo negli ultimi mesi, per la prima volta, nella “casa” del Museo Archeologico di Rosignano Marittimo. Da segnalare che i tre bronzi sono stati esposti in una sala ai piani alti del Museo le cui finestre, verso nord est, si spalancano proprio sul panorama verso Poggio Pilistrello.

 

© Riproduzione riservata

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