ROSIGNANO MARITTIMO – Giorno della Memoria, domani (27 gennaio) si ricorda la liberazione dei deportati nel campo di sterminio di Auschwitz da parte delle truppe russe. Il 27 gennaio di ogni anno – in Italia – si commemorano le vittime della Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini di religione ebraica, gli italiani che furono deportati e che mai più hanno fatto ritorno a casa, ma anche coloro che si opposero al progetto di sterminio dei nazisti e che a rischio della propria vita ne salvarono altre. Il Giorno della Memoria è comunque una giornata che a livello internazionale commemora l’Olocausto, come designato da una risoluzione dell’Onu.
Questa ultima settimana di gennaio, anche il Comune di Rosignano Marittimo accoglie varie manifestazioni nell’ambito del Giorno della Memoria. E proprio domani (27 gennaio), la data ufficiale, saranno coinvolti in prima persona gli studenti delle scuole del nostro territorio.
Nell’ambito del progetto Lanterne Magiche del Comune rosignanese – promosso dall’amministrazione civica con il Miur e Mibac (Piano nazionale cinema e scuola), Fondazione Sistema Toscana e Centro studi Commedia all’italiana di Castiglioncello, e la collaborazione di Cinema Teatro Solvay, Teatro Ordigno di Vada e libreria Regaleco di Castiglioncello – nella mattinata di domani (27 gennaio) ci sarà la proiezione del film Berlino, estate ’42 di Andreas Dresen.
Girato nel 2024, in concorso per l’Orso d’Oro al Festival di Berlino dello stesso anno, racconta la storia di Hilde e Hans. Siamo nell’estate del 1942 a Berlino, entrambi fanno parte di un gruppo di resistenza contro la guerra e il nazismo. La loro vita è sempre in pericolo, ma si innamorano e si sposano. I membri del gruppo verranno poi catturati: Hilde aspetta un bambino, e al momento dell’arresto viene separata dal marito. Dà alla luce il figlio nel carcere di Barnimstrasse, ma viene condannata a morte.
La proiezione del film Berlino, estate ’42 sarà alle 9.30 al Teatro Solvay, alla presenza di circa 480 studenti (con i loro professori) dell’istituto superiore Mattei. È previsto un saluto del sindaco Claudio Marabotti, di Giacomo Luppichini rappresentante dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani), di un ricercatore di Istoreco Livorno e di un rappresentante dell’Associazione Un Ponte per Anne Frank. La proiezione sarà introdotta da Francesca Mennella per il Centro Studi Commedia all’italiana.
Mercoledì (28 febbraio), invece, la proiezione – sempre al Teatro Solvay di Rosignano con inizio alle 9.30 – coinvolgerà oltre duecento bambini e bambine della primaria e delle medie inferiori (Solvay, Dante ed Europa) con il personale docente. Per questo secondo appuntamento – come conferma Paolo Cotza del Centro Studi Commedia all’italiana – si è pensato, essendo un pubblico di piccoli, ad un film d’animazione. Ed è stato scelto La bicicletta di Bartali di Enrico Paolantonio che sarà presente alla proiezione e risponderà anche ad alcune domande che verranno proposte dai piccoli presenti in sala. Per il Centro Studi interverrà Sabina Meini.
Enrico Paolantonio è autore, regista e direttore artistico, socio fondatore di Musicartoon e Lynx Multimedia Factory. Ha curato la regia di Dragonero (2022, Sergio Bonelli Editore, Rai Kids), Le straordinarie avventure di Jules Verne (Musicartoon, Rai Fiction, Lux Vide), Egyxos (Gruppo De Agostini, Musicartoon). Ed ha anche diretto la serie animata Le straordinarie avventure di Hocus & Lotus (Rai Fiction, Diti). È autore del progetto per il lungometraggio animato ispirato alla vita di Michelangelo Buonarroti Giants (Lynx MF).
“La bicicletta di Bartali è quindi un film animato che – si legge nelle schede di presentazione – parla ai giovani e agli adulti. Guardando al passato per non rinunciare a sperare nel presente per il futuro. Nonostante tutto” (da mymovies.it, Giancarlo Zappoli). Fra l’altro Paolantonio, per il montaggio, ha partecipato anche alla realizzazione del cortometraggio animato La stella di Andra e Tati (già proiettato a Rosignano in occasione del Giorno della Memoria), diretto da Rosalba Vitellaro con Alessandro Belli, che racconta il tempo passato dalle sorelle Bucci, sopravvissute ad Auschwitz dove erano state deportate con madre, nonna, zia e un cuginetto. Le sorelle Bucci sono tuttora testimoni della Shoah italiana.
La storia di La bicicletta di Bartali parte da Gerusalemme ed è quella di due ragazzi, l’ebreo David e l’arabo Ibrahim. Sono ciclisti e sono animati da rivalità. Ma il nonno di David possiede un “oggetto” che va oltre la rivalità e la voglia di primeggiare. Quell’”oggetto” è la bicicletta di Bartali. Ovvero il grande campione toscano Gino Bartali (Ponte a Ema,1914 – Firenze, 2000), che rivaleggiò con Fausto Coppi. Un ciclista, ma anche un uomo che durante la seconda guerra mondiale, fra il 1943 e il 1944, non esitò a mettere a repentaglio la propria vita per salvare quella di tanti ebrei perseguitati e nascosti che avevano bisogno di documenti falsi per poter avere la tessera alimentare e non incappare in qualche retata messa in atto dai nazifascisti.
Bartali faceva parte di una organizzazione clandestina che procurava falsi documenti e lui, in sella alla propria bici, attraversava la Toscana, l’Umbria e la Liguria sconvolte dalla guerra per consegnare le carte e salvare così tantissime di persone (in Toscana furono almeno 800 ebrei). Nel 2005 il presidente Carlo Azeglio Ciampi attribuì a Bartali la medaglia d’oro (postuma) al merito civile della Repubblica Italiana. Nel 2013 il Memoriale Yad Vashem di Gerusalemme ha proclamato Gino Bartali “Giusto tra le Nazioni”.
La pellicola La bicicletta di Bartali nasce da un’idea di Israel Cesare Moscati, scomparso durante la lavorazione del film del quale aveva scritto anche la sceneggiatura insieme a Marco Beretta.


