ROSIGNANO MARITTIMO – Giornata del Ricordo, l’istituto Solvay – Alighieri di Rosignano ha aderito all’invito del sindaco Claudio Marabotti, inviato a inizio gennaio a tutte le scuole del territorio, per proporre l’organizzazione di incontri per approfondire la complessa vicenda del confine orientale e dell’esodo giuliano-dalmata.
Per questo martedì (10 febbraio) dalle 9 alle 11, le classi 5 C, D ed E della scuola primaria Solvay, incontreranno nell’aula riunioni dello stesso plesso, un testimone diretto, Giovanni Ughi, figlio di esuli istriani. L’evento sarà preceduto da un saluto dell’amministrazione comunale.
Quella del Giorno del Ricordo sarà una giornata nel corso della quale sarà ricordata e raccontata una delle pagine più buie e controverse della storia, ma sarà l’occasione – ancora una volta – per ribadire i valori della pace contro gli orrori delle guerre.
“Il Comune di Rosignano Marittimo intende ricordare il dramma delle foibe ed i numerosi cittadini italiani uccisi tra Trieste e Fiume alla fine della seconda guerra mondiale. La nostra Repubblica – ricorda il sindaco Marabotti nella lettera inviata alle scuole – con la legge n. 92 del 2004, ha istituito il Giorno del ricordo, il 10 febbraio di ogni anno. La data ricorda li trattato di pace di Parigi, firmato il 10 febbraio del 1947, che assegnò alla Jugoslavia le province di Pola, Fiume, Zara e parte delle zone di Gorizia e di Trieste”.
“Tenere viva la memoria – ha scritto ancora Marabotti nella lettera – è fondamentale per non ripetere gli errori del passato e per evitare che la storia possa venire strumentalizzata. Per questo l’amministrazione comunale ha deciso di dedicare un momento di riflessione e approfondimento sulla complessa vicenda del confine orientale e sull’esodo giuliano-dalmata, fornendo agli istituti scolastici la possibilità di organizzare un incontro con un testimone diretto, il signor Giovanni Ughi, figlio di esuli istriani. Un’occasione per conoscere meglio una pagina buia e controversa della nostra storia nazionale, ma anche e soprattutto per ribadire l’orrore della guerra ed li valore assoluto della pace”.



