ROSIGNANO MARITTIMO – Fattori. Poesia del bianco e nero, la mostra la mostra allestita al Castello Pasquini di Castiglioncello resterĂ aperta per tutto il periodo natalizio fino a inizio gennaio.
Si tratta di un interessante percorso artistico che racconta il Fattori meno sconosciuto, il pittore che si dedica e sceglie le acqueforti come ulteriore forma espressiva, prendendo spunto dai soggetti tanto amati che spesso raccontano direttamente il nostro territorio, a partire dalla gabbrigiane che sono state scelte dal Comune di Rosignano Marittimo come immagine della locandina principale dell’evento.
Finora hanno visitato il percorso espositivo (allestito dall’Ufficio cultura del Comune di Rosignano Marittimo grazie anche alla Fondazione Armunia) circa 1.800 persone, un numero molto elevato se si considera che le aperture sono previste solamente nei fine settimana, il venerdì mattina (principalmente per le scuole: finora sono state una quindicina) e il venerdì pomeriggio (10-13 e 16-20), il sabato e la domenica solo il pomeriggio (16-20). L’orario solo pomeridiano è previsto anche nel caso di giornate prefestive e festive.
Nella settimana di Natale, di conseguenza, la mostra sarà aperta dal 24 al 28 dicembre ininterrottamente, sempre dalle 16 alle 20. Sarà poi aperta anche da mercoledì 31 dicembre fino al 6 gennaio, festa dell’Epifania. La mostra riaprirà poi venerdì 9 gennaio, per restare aperta fino a domenica 11, ultimo giorno in cui sarà visitabile. La tendenza, per quanto riguarda il numero di visitatori, va nella direzione di superare le duemila presenze.
Fattori. Poesia del bianco e nero nasce nel 2025, anno in cui si è celebrato e si sta finendo di celebrare il 200esmo anniversario della nascita del grande artista livornese che sul promontorio di Castiglioncello fu ospite di Diego Martelli, amico e mecenate. In questo territorio – dove trovarono terreno fertile i macchiaioli (e la famosa scuola di Castiglioncello) – l’artista dipinse le luci e le ombre, il cielo e il mare, definendo la storia dei pittori della macchia e quindi la storia dei Macchiaioli.
Nato a Livorno nel settembre del 1825 e morto a Firenze nell’agosto del 1908, Giovanni Fattori racconta e si racconta al Castello Pasquini seguendo il filo di un percorso espositivo che oscilla tra la forza e la poesia del bianco e nero, ovvero il bianco della carta e il nero dell’inchiostro. Sono 72 le acqueforti visibili nelle sale del Castello, che in questo autunno 2025 è tornato ad ospitare una mostra di valenza internazionale, in attesa anche di futuri importanti appuntamenti. Le incisioni – ad un certo punto del suo percorso artistico – furono per Fattori un mezzo privilegiato per esprimere i sentimenti, le emozioni, la creativitĂ e il rapporto con ciò che ci circonda.
L’obiettivo primario del percorso espositivo è stato ed è quello di far conoscere l’opera incisoria che Fattori avviò con vigore partire dal 1883 con risultati che collocano l’artista ai vertici della storia della grafica a livello europeo. Le acqueforti che fanno parte del percorso sono in tiratura originale e appartengono a istituzioni pubbliche. Ben 44 incisioni arrivano dal Museo Civico di Livorno intitolato proprio a Giovanni Fattori, illustre figlio della città ; 19 sono quelle prestate dal Museo della Grafica di Pisa; 8 dalla Fondazione Accademia Carrara di Bergamo e una dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. La curatrice è Silvestra Bietoletti che il giorno dell’inaugurazione della mostra, all’inizio dello scorso mese di ottobre, fu anche protagonista davanti ad un folto pubblico di appassionati di una lectio magistralis.
Dal 2002, anno in cui pubblicò un libro sulla pittura di macchia, Bietoletti ha curato diverse mostre sui Macchiaioli e collaborato alle più importanti esposizioni allestite in Italia sul tema, tra le più recenti delle quali vi sono I macchiaioli. Arte italiana verso la modernità , e Giovanni Fattori, tutte e due alla Gam di Torino, rispettivamente nel 2018-2019 e nel 2021-2022.


