ROSIGNANO MARITTIMO – Taglio dei pini alla stazione di Rosignano, stop fino a settembre dopo la nota dei carabinieri forestali.
In merito alla vicenda relativa all’abbattimento di alcuni esemplari di pino situati nell’area antistante la stazione ferroviaria di Rosignano Solvay, l’amministrazione comunale e il sindaco Claudio Marabotti ritengono opportuno ricostruire fatti e le motivazioni che hanno portato alle decisioni assunte.
Nell’ambito del progetto di riqualificazione della stazione ferroviaria di Rosignano, la direzione regionale di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha richiesto l’abbattimento di tre esemplari di pino che risultano collocati a una distanza dai binari inferiore a quella prescritta dalla normativa vigente in materia di sicurezza ferroviaria. La normativa comunitaria in materia di tutela dell’avifauna selvatica vieta tuttavia interventi che possano compromettere l’attività di nidificazione durante il relativo periodo, generalmente individuato fino al 31 agosto. A corredo della propria richiesta, Rfi aveva trasmesso una relazione agronomica che, sulla base di osservazioni effettuate da terra, non rilevava segni visivi o uditivi riconducibili alla presenza di attività nidificatoria sugli alberi interessati. Al fine di acquisire ogni ulteriore elemento utile alla valutazione, l’amministrazione comunale ha disposto un approfondimento tecnico mediante ispezione ravvicinata delle chiome effettuata con piattaforma aerea dall’agronomo comunale, dottor Marco Carbone. Durante tale verifica sono stati osservati numerosi accumuli di aghi di pino, e la presenza di due colombacci posati su un ramo di uno degli alberi. La verifica riporta inoltre che “nei limiti dell’accertamento eseguito, non si è evidenziata la presenza di nidi, uova o pulli. Si precisa che le valutazioni sopra riportate sono basate esclusivamente sulle osservazioni visive effettuate al momento del sopralluogo e nelle condizioni riscontrate, e non costituiscono garanzia circa l’assenza assoluta di nidi o di altra fauna selvatica all’interno delle chiome“.
Sulla base della documentazione tecnica allora disponibile, costituita dalla relazione incaricata da Rfi e dalla successiva verifica svolta dall’agronomo comunale, in data 18 giugno l’amministrazione comunale ha rilasciato il nulla osta all’intervento richiesto.
“Successivamente ieri (22 giugno) – spiega il Comune – è pervenuta una relazione del Nucleo carabinieri forestale di Montenero nella quale, pur confermando di non aver potuto constatare visivamente da terra la presenza di nidi, si richiama il parere tecnico dell’Ispra (protocollo 28907 del 3 maggio 2019) relativo ai tagli primaverili della vegetazione. Nella relazione viene evidenziato che i nidi degli uccelli sono frequentemente collocati all’interno della vegetazione in modo tale da risultare non visibili da terra e talvolta difficilmente individuabili anche da parte di tecnici esperti. Per tale ragione, secondo i carabinieri forestali, l’abbattimento degli alberi potrebbe comportare con elevata probabilità la distruzione di nidi e uova o l’uccisione di pulli non ancora involati. Alla luce di questo nuovo elemento istruttorio, e considerato che il termine del periodo di nidificazione è ormai prossimo, il sindaco Claudio Marabotti ha disposto l’immediata sospensione delle operazioni di abbattimento, ritenendo opportuno applicare il massimo principio di precauzione a tutela della fauna selvatica”.
Le operazioni potranno pertanto essere eseguite a partire dal prossimo 1 settembre, in un periodo compatibile con le prescrizioni della direttiva europea sulla tutela dell’avifauna e senza pregiudicare le esigenze di sicurezza ferroviaria che hanno motivato la richiesta di intervento da parte di Rfi
La decisione è stata tempestivamente comunicata alla direzione regionale di Rfi.
“L’amministrazione comunale – conclude la nota – ribadisce che tutte le valutazioni e le decisioni assunte nel corso della vicenda sono state basate esclusivamente sugli elementi tecnici via via disponibili, con l’obiettivo di contemperare il rispetto delle normative in materia di sicurezza ferroviaria con la tutela dell’ambiente e della biodiversità, nell’interesse della collettività”.


