ROSIGNANO MARITTIMO – Largo Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. È questa da ieri (16 dicembre) la nuova denominazione della piccola piazza che si trova sotto la rotonda con i pesci in ferro battuto che un tempo era il fulcro della Festa del pesce di Caletta, all’angolo tra il Lungomare Colombo e via Marradi. A scoprire la targa, in una finestra di bel tempo fra tanta pioggia, c’erano il sindaco Claudio Marabotti e il contrammiraglio Giovanni Canu, direttore marittimo della Toscana e comandante della Capitaneria di Livorno.
Ma un refolo di vento ha preceduto il gesto previsto dal cerimoniale, la bandiera infatti ha svolazzato ed è scesa giù, svelando così la nuova indicazione. Ci sono stati i brevissimi interventi del sindaco e del contrammiraglio e poi un nutrito gruppo di autorità, i Marinai d’Italia di Bibbona, i volontari di varie associazioni di volontariato del territorio di Rosignano e diversi cittadini si sono incamminati verso il porto turistico Marina Cala de’ Medici dove nella saletta auditorium del Centro direzionale si è svolto un incontro culminato con la proiezione del video realizzato dal Comando generale delle Capitanerie in occasione della celebrazione del 160esimo anniversario. Dopo l’applauso c’è stato anche un brindisi augurale.
L’atto fondante delle Capitanerie (la Guardia Costiera è arrivata nel 1989 grazie a un decreto interministeriale, indicata come articolazione operativa del Corpo) risale al 20 luglio 1865 quando a Firenze, in quel periodo capitale d’Italia, il re Vittorio Emanuele II firmò un regio decreto per regolamentare il personale e il ruolo giuridico, valorizzando le importanti figure professionali dei Capitani di Porto e dei Consoli di Marina, protagonisti dello sviluppo dell’economia marittima dell’epoca.
È stato il sindaco del Comune di Rosignano, Claudio Marabotti, ad aprire l’evento al Cala de’ Medici con un saluto, durante il quale ha affermato di aver subito aderito all’invito rivolto dal Comando generale, e veicolato attraverso il delegato dell’Ufficio locale Marittimo di Castiglioncello luogotenente Vincenzo Ferraro, di poter dedicare uno spazio pubblico alle Capitanerie.
“Il nostro Comune – ha esordito Marabotti – ha un’estensione costiera ampia, di circa 15 chilometri, da Chioma alla Mazzanta. Abbiamo una secca molto frequentata dai sub e dal diporto nautico, molte piccole darsene per le imbarcazioni, una Marina (Cala de’ Medici, ndr) di rilevante importanza. Proprio perché siamo sul mare vogliano avere un rapporto sempre più stretto con le donne e gli uomini delle Capitanerie, che svolgono un importante ruolo nel controllo del diporto, contro l’inquinamento e per la salvaguardia dell’ambiente marino. Per questo vogliamo rendere ancora più forte, ripeto, la nostra collaborazione”.
“Vedo in platea tante persone, alcune con la divisa come noi che facciamo parte delle Capitanerie e quindi della Marina Militare, molte altre con la tenuta di tante associazioni di volontari. Sia noi che loro – ha affermato il contrammiraglio Canu – abbiamo scelto con il nostro agire quotidiano di dare un contributo alla comunità. Le Capitanerie devono essere l’interfaccia fra cittadino e le realtà marittime. In tutte le sue forme. Il mare deve essere protetto, le risorse sono da tutelare per una pesca sostenibile, dobbiamo garantire la sicurezza e la salvaguardia della vita umana in mare, dobbiamo garantire con controlli anche a terra la catena alimentare che arriva dal mare. Penso poi ai colleghi che negli anni, nell’ambito di interventi specifici, si sono sacrificati fino a donare la vita. Con i loro nomi sono oggi ‘battezzate’ alcune nuovissime motovedette del Corpo. Ed è come se quei colleghi fossero ancora qui, a portare avanti il loro lavoro che ha come finalità il bene di tutti i cittadini”.


