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Il pontile di Vigneria ritorna virtualmente al suo posto con un’installazione artistica

Cerimonia di inaugurazione dell’opera di Polesi, organizzata ieri (27 giugno) dall’Associazione Carlo d’Ego e dal Comune di Rio

RIO NELL’ELBA – Il pontile di Vigneria, ultima testimonianza dell’archeologia industriale elbana, non resterà vivo solo nella memoria dei riesi. Da ieri (27 giugno) è tornato visivamente al suo posto, dopo l’inaugurazione  dell’opera dell’artista elbano Luca Polesi che ha posizionato sugli Spiazzi di Rio Marina una sua fedelissima riproduzione che lo proietta in prospettiva visiva ancora lì, al suo posto, su quella spiaggia davanti alla quale giacciono sul fondo del mare i suoi resti metallici.

La cerimonia di inaugurazione dell’installazione dell’opera di Polesi, organizzata dall’Associazione Carlo d’Ego e dal Comune di Rio, ha regalato ai riesi ed ai numerosissimi presenti una serata di grandi emozioni, grazie ai racconti dei testimonial ancora viventi, alle immagini dell’infinito archivio video del compianto Carlo Carletti, alle poesie, agli scritti,  agli aneddoti, alla musica del trio di artisti elbani che ne hanno accompagnato il ricordo e preceduto l’installazione dell’opera che da oggi permetterà a chi arriva sugli spiazzi di rivedere il pontile nel luogo dove è sempre stato.

“Il pontile di Vigneria – ha commentato nel suo intervento il vicesindaco e assessore alla cultura Mattia Guerrini – è stato il simbolo più evidente della vocazione mineraria del nostro territorio. Era il prolungamento fisico della miniera che si protendeva verso il mare, era diventato parte integrante del nostro paesaggio. Il fatto che stasera siano stati presenti qui con noi persone che lo hanno costruito, che ne conoscevano ogni minimo dettaglio, che hanno dedicato una parte della loro vita a quella struttura, dà ancora più valore a quest’opera che abbiamo posto qui per ricordarlo. Quando nell’ottobre 2018 lo abbiamo visto cadere definitivamente sotto i colpi della violenza del mare, per loro – come per tutti i riesi – è stato come perdere qualcosa di caro, che apparteneva a tutti noi. Il pontile di Vigneria ci ha però insegnato anche un’altra cosa: più volte è caduto, altrettante volte è stato ricostruito dimostrando la forza, la determinazione e il valore della nostra gente. Credo che proprio per questo sia diventato il simbolo della resilienza e della tenacia di un’intera comunità. Oggi il pontile di Vigneria continua a vivere negli aneddoti, nei racconti, nelle poesie che abbiamo sentito stasera e che la nostra gente continua a tramandare. E, a partire da questa sera, anche nell’opera realizzata da Luca Polesi, che pur non essendo riese è riuscito a cogliere il valore e il significato che il pontile di caricazione di Vigneria aveva ed ha tuttora per la nostra comunità. Devo ringraziare l’Associazione Carlo d’Ego, che ha organizzato questa cerimonia insieme a noi, e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questo evento , insieme alle tantissime persone che vi hanno partecipato. Questo significa che il pontile di Vigneria ha rappresentato per tutti noi un amico, anzi, visto il luogo dove sorgeva, un guardiano silenzioso della nostra storia e delle nostre tradizioni”.

© Riproduzione riservata

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