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venerdì 26 Giugno 2026
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Livorno, ultimi due appuntamenti per la rassegna ‘Scenari di Quartiere’

Grande chiusura all’Ippodromo Caprilli con Federica Molteni nello spettacolo 'Alfonsina Strada. Una corsa per l'emancipazione'

LIVORNO – Scenari e serenate di Quartiere, sabato 27 e domenica 28 si conclude la 11esima edizione della rassegna che anche quest’anno ha saputo instaurare un legame profondo con la città, valorizzando non solo le performance teatrali, ma anche i luoghi scelti per gli spettacoli.

I quartieri, le piazze, i cortili e le vie di Livorno sono diventati scenari non casuali, ma luoghi vivi che parlano alla memoria e all’identità collettiva della comunità. Ogni spettacolo, ogni scelta di location, ha rappresentato una sfida e una scoperta, permettendo al pubblico di vivere il teatro in modo nuovo, a stretto contatto con l’ambiente che li circonda, riappropriandosi, seppur per il tempo di una serata, di spazi della città spesso dimenticati.

Domani (27 giugno) alle 19.30 a Villa Corridi, La Leccia, Voci di Donne, protagoniste del concerto saranno il soprano italo-inglese Rebecca Pieri ed Anna Cognetta al pianoforte, per un appuntamento il cui repertorio spazierà dal musical alla lirica fino a grandi successi della musica italiana. Alle 18.30  visita del quartiere con Irene di Bartolomeo.

Domenica (28 giugno), sempre alle 19.30, all’Ippodromo Caprilli chiuderà la rassegna Federica Molteni con lo spettacolo Alfonsina Strada. Una corsa per l’emancipazione.
Alfonsina Morini Strada è figlia di contadini e di un tempo che non ha scelto, i primi del ‘900. Un tempo in cui il ciclismo è per impavidi eroi. Sono forti, sono gagliardi. E sono tutti maschi. Alfonsina è una bambina di dieci anni quando si innamora della bicicletta.
 È una ragazzina quando si allena di nascosto con la vecchia bici del padre.
È una donna quando diventa una ciclista, una campionessa, una vera sportiva. Ma soprattutto, Alfonsina è uno scandalo.
Perché vive nell’Italia di cento anni fa.
L’Italia del fascismo, l’Italia del pensiero maschilista, l’Italia in cui le donne non votano. In questa Italia Alfonsina si inventa e si costruisce il proprio destino, scardinando preconcetti e convenzioni e partecipando – unica donna nella storia – al Giro d’Italia, nel 1924.

Quella di Alfonsina è una storia vera e straordinaria. E’ strana la storia di questa donna. Perché è la storia di una sconosciuta, di una donna dimenticata dalla storia, eppure è una vita incredibile, successa cento anni fa. Quando le donne non potevano scegliere marito, professione, destino.. e nemmeno gli abiti da indossare. Quando le donne non potevano studiare, frequentare l’università, votare, andare al bar o a teatro. Alfonsina rompe le convenzioni, per misurarsi con un mondo tutto maschile, perché il ciclismo è uno sport di forza e fatica. Inforcare una bicicletta, pedalare con le gambe nude, indossare una maglietta… oggi sono la normalità, ma nel primo ‘900 erano uno scandalo, soprattutto in piena ascesa fascista. Ma Alfonsina è come il vento, che non conosce leggi né limiti e corre finché ha forza, finché le gambe reggono, finché c’è un orizzonte da raggiungere e superare: correre il Giro d’Italia del 1924. Prima e unica donna nella storia. Per parlare di una donna dimenticata, di diritti conquistati, di strade ancora da percorrere.

Regia Michele Eynard produzione Luna e Gnac Teatro tratto da: Più veloce del Vento (Tommaso Percivale – Ed. Einaudi).

 

© Riproduzione riservata

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