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martedì 21 Luglio 2026
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Giro di vite contro le baby gang e le bande di strada: pioggia di arresti in provincia di Livorno

Maxi operazione a livello nazionale. Beccati in sei in flagranza per furto di rame dagli agenti del commissariato di Cecina

LIVORNO – Sei arresti in flagranza per furto aggravato – tra cui due persone bloccate dal commissariato di Cecina per furto di rame –, cinque ordini di carcerazione eseguiti, venti denunce per colpi contro il patrimonio che vedono coinvolti anche tre minorenni, a cui si aggiungono tre arresti e sei denunce per spaccio di droga.

È questo il pesante bilancio delle attività condotte nella provincia di Livorno dalla Squadra Mobile, dall’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e dai commissariati distaccati. I risultati sul territorio labronico si inseriscono nella vasta operazione straordinaria contro la criminalità giovanile, le bande di strada e lo spaccio coordinata dal Servizio centrale operativo della polizia che ha interessato ben 44 province italiane.

L’imponente blitz nazionale, che ha visto l’impiego di oltre mille operatori tra Squadre mobili e Reparti prevenzione crimine, ha colpito duramente i reati contro la persona, il patrimonio e le armi, spesso pubblicizzati sui social dagli stessi giovani autori. Complessivamente sono state arrestate o fermate 539 persone (di cui 47 minorenni) e ne sono state denunciate 954. Nei quartieri della movida e nelle piazze di spaccio i poliziotti hanno controllato 187956 soggetti, identificando quasi ventimila minori.

Notevole anche il quantitativo di materiale sequestrato a livello nazionale: 703 chilogrammi di sostanze stupefacenti – tra cui spiccano 660 chili di cannabinoidi e 41 di cocaina –, 307.mila euro in contanti, 49 armi da fuoco, 87 armi bianche e 95 oggetti atti a offendere. Le verifiche hanno riguardato anche 1182 immobili, incluse 24 strutture per minori stranieri non accompagnati, 117 sale giochi e 543 negozi, portando alla contestazione di 506 sanzioni amministrative per uso di droga e alcol somministrato a minori. Nel mirino della polizia è finito anche il web, con il monitoraggio di 973 profili social che inneggiavano all’odio, alle armi e alla violenza fisica, anche contro le forze dell’ordine.

Tra gli episodi più significativi emersi nelle altre province toscane coinvolte nel piano, il personale della questura di Lucca ha individuato e denunciato a Viareggio quattro giovani, tra cui due minorenni, ritenuti responsabili di una brutale aggressione in strada ai danni di un uomo che ha riportato la frattura del femore e trenta giorni di prognosi, venendo poi abbandonato senza soccorso.

© Riproduzione riservata

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