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Cinghiali devastano il sito archeologico della Villa Romana delle Grotte

La Fondazione che gestisce l'area rinnova l'allarme e chiama in causa la Regione: "Serve un commissario straordinario"

PORTOFERRAIO – L’allarme lanciato dalla Fondazione Villa Romana delle Grotte non è solo un grido di aiuto per un sito archeologico, ma una denuncia politica e istituzionale che scuote l’intera isola d’Elba. Attraverso una lettera inviata ai vertici del Parco Nazionale, alla Soprintendenza, al Comune di Portoferraio e alla Regione Toscana, la Fondazione segnala “un nuovo e grave episodio” che va a sommarsi a una crisi ormai fuori controllo: “Un gruppo di cinghiali ha quasi completamente invaso il sito archeologico della Villa Romana“.

L’impatto del passaggio degli ungulati sul prezioso patrimonio storico è devastante. La Fondazione riporta dettagli minuziosi dei danni: gli animali “hanno arato il terreno causando forti dislivelli, danni alle recinzioni, smottamenti accanto alle strutture archeologiche e lo spostamento o la distruzione di pali di sostegno, di pannelli informativi e persino di una panchina in pietra”. Un quadro che descrive un territorio vulnerabile e ferito da un’emergenza che non risparmia neppure le testimonianze dell’epoca romana.

Il cuore della protesta è però rivolto alla Regione Toscana. La Fondazione, tra i primi aderenti al Comitato eradicazione cinghiali all’isola d’Elba, ricorda con fermezza le promesse fatte dalla politica. Il Presidente Eugenio Giani, durante la recente campagna elettorale, “si era impegnato a nominare un commissario straordinario per l’emergenza ungulati all’Elba: un impegno che oggi appare più urgente che mai”. Nonostante la mobilitazione di cittadini e associazioni, supportata da studi tecnici e petizioni, la Fondazione lamenta che “gli appelli continuano a rimanere inascoltati proprio da parte della Regione, mentre i danni al patrimonio culturale e al territorio continuano ad aumentare“.

La richiesta è dunque quella di un intervento immediato e coordinato: un sostegno concreto dal Parco, sopralluoghi urgenti della Soprintendenza e, soprattutto, l’attuazione di quel piano commissariale che sembra essere rimasto solo sulla carta.

© Riproduzione riservata

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