LIVORNO – L’aumento della Tari finisce al centro di un durissimo attacco politico a firma del centrodestra. A sollevare la questione è Alessandro Perini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che punta il dito senza mezzi termini contro le scelte della giunta e del Partito Democratico, parlando apertamente di “costi scaricati sulle tasche dei cittadini per precise volontà politiche”.
“Dati alla mano – dice Perini – sono almeno tre le scelte che servivano a coltivare il consenso e che ora costano milioni di euro: chiusura del termovalorizzatore, porta a porta, la promessa della Tari gratis“.
Il consigliere comunale analizza nel dettaglio quella che definisce la decisione più critica, ovvero lo stop all’impianto di incenerimento cittadino. “Partiamo dalla più grave: già nel 2022 Aamps aveva messo in guardia che la chiusura del termovalorizzatore avrebbe pesato sui bilanci aziendali per 900mila euro al mese, costiche alla fine paghiamo con le tasse. Una valutazione anche troppo ottimistica, visto che solo una parte di questi costi, lo smaltimento del rifiuto indifferenziato presso altre regioni, veniva stimato in 4,3 milioni annuali, che invece sono stati 5,3″.
Perini non risparmia una stoccata politica sulla paternità del provvedimento, tracciando un parallelo con la precedente amministrazione: “Ormai ne abbiamo la prova, la chiusura del Tvr è stata una decisione che qualsiasi amministratore responsabile avrebbe evitato. Invece di spiegare l’importanza di smaltirci i nostri rifiuti in proprio, il Pd è andato dietro alle favole grilline; anche la giunta 5 Stelle aveva promesso la chiusura del Tvr, ma aveva avuto almeno il buonsenso di non farlo davvero”.
L’altro grande tema di scontro è la modalità di raccolta dei rifiuti, con il sistema del porta a porta finito nel mirino per costi e decoro urbano. “La seconda scelta sbagliata – incalza il consigliere di Fratelli d’Italia – è stata andare avanti con il porta a porta per non ammetterne il fallimento di questo approccio da eco-estremisti. Sottomettere i cittadini ai giorni e agli orari del ritiro per fingere di essere i “campioni del riciclo dei rifiuti” ha paradossalmente portato a riciclare meno di prima”.
Una situazione che, secondo l’esponente dell’opposizione, si riflette direttamente sullo stato di pulizia dei quartieri: “Fare meno differenziata è già di per sé un costo ulteriore, ma così facendo la città è anche più sporca. I rifiuti sono sparsi ovunque, e non si tratta di banale inciviltà, ma della risposta ‘arrangiata’ di migliaia di cittadini soffocati dai pochi passaggi per la raccolta e, nei quartieri dove sono presenti, dalla scarsa capienza dei cassonetti”.
“Oltre ai costi indiretti, il porta a porta è un’operazione che impattante anche per i suoi costi diretti: sono stati assunti oltre 90 operatori e noleggiati decine e decine di piccoli camioncini, impiegati in maniera poco efficiente per raccogliere i rifiuti civico per civico – prosegue – Invece, un sistema basato sui cassonetti consentirebbe di impiegare gli stessi operatori per aumentare i passaggi di raccolta anziché disperderli nei percorsi porta a porta. Questo però implica un costo politico che il Pd non vuole sostenere: ammettere il fallimento del sistema attuale e, peggio ancora, di averlo voluto portare avanti per anni anche davanti all’evidenza. Infine la Tari gratis. In realtà si trattava di estendere l’esenzione fino ai redditi entro i 20mila euro. Ma quanto è durata questa esenzione secondo voi? Giusto per il 2024, proprio l’anno in cui si è votato. Subito dopo il limite del reddito per l’esenzione è tornato dov’era prima, più che dimezzato, da 20mila a 9.500 euro. In un solo anno per questo si sono bruciati 4 milioni di euro. Tanti, se si pensa che solo con queste risorse si poteva scongiurare l’aumento Tari che paghiamo oggi. Per Salvetti la Tari gratis è stata il suo “capolavoro”. Sì, il capolavoro delle prese in giro. Sappiamo ormai che abbassare le tasse è un’ottima iniziativa se diventa stabile negli anni, da una parte per da dare alle famiglie la possibilità di accumulare un risparmio, dall’altra dando trasmettendo fiducia nel fatto che le cose non cambieranno all’improvviso, certezza da cui dipende l’aumento dei consumi”.
“Anche Salvetti – conclude – è in cerca di scuse per l’ennesimo aumento della Tari, che in tre anni è salita di oltre il 22%. Ma Salvetti non ha bisogno di scuse, basta che si appelli alla sua verificata incapacità e all’irresponsabilità del Pd che gli dà corda”.


