32.7 C
Livorno
venerdì 28 Agosto 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Carri armati e mezzi blindati nel porto di Piombino, l’Usb annuncia lo sciopero

Il sindacato denuncia nuovi movimenti di mezzi bellici sulla nave Severine e rilancia la mobilitazione del 30 ottobre contro la logistica della guerra

PIOMBINO – Carri armati e mezzi blindati nel porto cittadino di Piombino sono stati segnalati oggi (venerdì 28 agosto) dall’Unione sindacale di base (Usb). Il sindacato annuncia una nuova mobilitazione in occasione dell’imbarco sulla nave Severine e torna a contestare quello che definisce l’utilizzo dello scalo come infrastruttura al servizio della movimentazione militare.

“L’escalation è già qui. Ancora movimenti di armi e mezzi militari nel porto di Piombino“, afferma l’Usb, riferendosi alle operazioni portuali in corso. Il sindacato sottolinea come i mezzi possano essere visti anche durante i normali spostamenti quotidiani di cittadini e lavoratori.

“Capita di mettersi in macchina o di prendere un traghetto per andare al lavoro, in vacanza, tra poco di nuovo a scuola, e ti ritrovi accanto un carro armato fatto e finito”, sostiene l’organizzazione. “Non sono reperti storici o oggetti da parata. Sono armi e mezzi militari veri“.

L’Usb collega la movimentazione nel porto al più ampio tema della spesa militare e delle attività logistiche legate ai conflitti internazionali. “È la nuova normalità della guerra“, afferma il sindacato, che parla anche di “nuova economia del riarmo”.

L’organizzazione inoltre contesta le politiche militari italiane e il ruolo delle infrastrutture nazionali nella movimentazione di materiali destinati ai diversi teatri di conflitto. Si tratta di valutazioni politiche espresse dall’Usb, che sostiene: “L’Italia, zitta zitta, sta facendo eccome la sua parte nel grande sforzo dell’imperialismo occidentale”.

Il sindacato richiama anche la situazione del porto di Piombino e i possibili rischi connessi alla presenza di attività considerate strategiche. “Decisamente, l’articolo 11 della Costituzione non gode di buona salute nel porto Piombino”, afferma l’Usb, che cita inoltre la presenza del rigassificatore e pone una domanda sulla sicurezza dello scalo: “Cosa succederebbe alla città se il porto dovesse diventare un obiettivo militare legittimo in ragione di questi movimenti di armi e mezzi?”.

La protesta non è nuova. L’Usb ricorda di aver sollevato la questione negli anni scorsi insieme al gruppo delle Donne in nero, sostenendo la necessità di impedire una trasformazione del porto in quello che definisce un ‘Hub della guerra’.

Nel maggio scorso il Consiglio comunale di Piombino ha approvato una risoluzione contraria alla trasformazione dello scalo cittadino in un hub dedicato alla movimentazione militare. Secondo l’Usb, però, quella decisione sarebbe rimasta “lettera morta”.

Ora il sindacato chiede una mobilitazione più ampia. “Serve una pressione ulteriore, reale e non solo evocata”, sostiene l’organizzazione, indicando anche il coinvolgimento dei lavoratori dell’area portuale.

L’Usb afferma inoltre di aver proclamato uno sciopero durante l’ennesimo imbarco militare della Severine a Piombino, citando tra i materiali movimentati “carri armati, mezzi blindati, carburante ecc.”

La mobilitazione guarda infine al 30 ottobre, indicato dall’organizzazione come giornata internazionale di sciopero e protesta dei lavoratori portuali contro guerre e genocidi. “Come Usb sosterremo e appoggeremo con tutti i mezzi disponibili questo sforzo necessario”, conclude il sindacato, rilanciando la propria opposizione alla trasformazione del porto di Piombino in una piattaforma per la logistica militare.

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Livorno
cielo sereno
32.7 ° C
32.7 °
32.7 °
68 %
3.9kmh
8 %
Ven
32 °
Sab
33 °
Dom
29 °
Lun
28 °
Mar
28 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS