PIOMBINO – “Sulla carenza di medici di medicina generale a Piombino e nello specifico nella frazione di Riotorto, ho presentato un’interrogazione scritta all’assessore Monni per chiedere interventi concreti”. Così la consigliera regionale e presidente provinciale di Fratelli d’Italia Livorno, che prosegue.
“In questo quadro, accogliamo positivamente l’arrivo a inizio mese di un nuovo medico a Riotorto. Tuttavia, non si tratta affatto di una risposta esaustiva né risolutiva, dato che il servizio rimarrà garantito soltanto fino ad ottobre. Nella risposta alla mia interrogazione l’assessore Monni ammette nero su bianco che “dall’istruttoria acquisita risulta che nel corso del 2025 i bandi pubblicati per la copertura delle zone carenti ricadenti nell’ambito della Val di Cornia non hanno registrato alcuna candidatura”. Di fronte a una situazione così critica ci si aspetterebbe che la Regione mettesse in campo misure straordinarie. Invece assistiamo al solito atteggiamento passivo: l’assessore Monni parla di una generica crisi nazionale della medicina generale, scarica l’intera responsabilità sui medici già in servizio, chiedendo loro di sovraccaricarsi di pazienti, e persino sugli enti locali, sostenendo che spetterebbe ai Comuni rendere più ‘attrattivo’ il territorio. L’assessore Monni dimentica, o fa finta di dimenticare, il ruolo che la Regione ha nella gestione della sanità”.
“L’Assessore – prosegue Amadio – si libera da ogni impegno, andando ad appesantire ancor di più il carico di lavoro dei medici. L’assessore ha scritto a chiare lettere di non avere intenzione di prevedere incentivi specifici per chi va a lavorare nelle aree periferiche, liquidando la questione. Insomma, Monni non sa proprio cosa dire riguardo a questa situazione. Vorrei però ricordarle che il diritto alla salute è fondamentale e deve essere garantito a tutti allo stesso modo: chi vive in un piccolo centro o in una frazione periferica ha esattamente gli stessi diritti di chi risiede nei grandi capoluoghi. Continuerò a battermi affinché la Regione si assuma i propri doveri, senza scaricare le responsabilità sugli enti locali, adottando finalmente una strategia duratura e garantendo a tutti i cittadini della Val di Cornia una reale continuità assistenziale”.


