PIOMBINO – Inizierà giovedì (22 ottobre) il processo nei confronti del datore di lavoro per la morte di Salvatore Parlato, il lavoratore deceduto a seguito del grave infortunio avvenuto nello stabilimento Bertocci di Piombino nell’ottobre 2025. L’accusa è di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla salute e sicurezza. La Cgil di Livorno annuncia che si costituirà parte civile.
“Lo faremo per ribadire la richiesta di accertare in ogni suo aspetto la verità degli accadimenti – spiegano dal sindacato – e per mostrare vicinanza alla famiglia del lavoratore colpito e agli altri lavoratori vittime di infortuni. La nostra partecipazione al processo non nasce dalla volontà di trovare colpevoli a prescindere, né di contestare la magistratura, ma dalla convinzione che ogni morte sul lavoro meriti un accertamento rigoroso e completo. Al penale il sindacato non può esimersi”.
Per la Cgil i numeri rendono l’esigenza ancora più urgente. “Secondo l’Osservatorio Vega Engineering, su dati Inail, nei primi otto mesi del 2026 in Italia si sono registrati 701 decessi sul lavoro – ricordano – il 2,9 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2025: 504 in occasione di lavoro e 197 nel tragitto casa-lavoro. In Toscana le vittime in occasione di lavoro sono 37 e la regione è collocata nella fascia arancione di rischio. La provincia di Livorno conta sei vittime, con un’incidenza di 42,1 morti per milione di occupati: la più alta in Toscana e l’ottava in Italia, più del doppio della media nazionale”.
Il quadro viene definito un’emergenza anche per il territorio. “Questi numeri descrivono una grave emergenza – sottolinea la Cgil – Costruzioni, trasporti, logistica e manifattura sono tra i settori più colpiti. Servono prevenzione, formazione, manutenzione, controlli e responsabilità chiare lungo le filiere degli appalti”.
Il sindacato chiude con un impegno. “Come Cgil non possiamo limitarci al cordoglio dopo ogni tragedia – concludono – Dietro ogni numero c’è una persona e una vita spezzata. La sicurezza è un diritto inviolabile, non un costo o una concessione. Su questo la Cgil non intende arretrare”.


