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Livorno abbraccia il suo re: a Igor Protti la Livornina d’Oro tra lacrime e fumogeni

Piazza del municipio si è trasformata in una succursale della curva in occasione della cerimonia di consegna del riconoscimento della città al calciatore

LIVORNO – Non è stata una semplice cerimonia istituzionale. È stato un atto d’amore collettivo, un boato color amaranto che ha scosso le mura di Palazzo Civico. Ieri (3 gennaio) la città di Livorno si è fermata per rendere omaggio al suo simbolo più puro: Igor Protti. L’ex capitano e bomber eterno ha ricevuto dalle mani del sindaco Luca Salvetti la Livornina d’Oro, la massima onorificenza cittadina, in un clima di commozione che ha travalicato i confini dello sport.

Già ore prima della cerimonia, piazza del Municipio si è trasformata in una succursale della Curva Nord. Decine di tifosi hanno accolto l’arrivo dello zar con un tappeto di fumogeni, bandiere al vento e cori che hanno ricordato le domeniche trionfali all’Ardenza. Un calore vibrante, oggi ancora più sentito: da luglio, infatti, Protti sta affrontando la sua battaglia più difficile contro un tumore, una sfida che sta portando avanti con la dignità e la forza che lo hanno sempre contraddistinto in campo.

In una sala consiliare gremita e silenziosa per l’emozione, Protti ha ripercorso le tappe di un legame indissolubile iniziato nel lontano 1985. Arrivato appena diciottenne, Igor vestì l’amaranto per tre stagioni prima di partire verso la Virescit. Ma quella non fu una fine, bensì un arrivederci: “Tornerò”, aveva promesso.

E la parola è stata mantenuta nel 1999. In undici anni di assenza Protti era diventato un gigante del calcio italiano, capace di un’impresa mai più eguagliata nella storia del pallone: essere l’unico giocatore capace di vincere la classifica marcatori in serie A (col Bari), B e C1 (col Livorno).

Dalla polvere della serie C1 fino all’Olimpo della serie A, Protti non è stato solo il signore del gol”, ma l’anima di una rinascita sportiva che ha portato il Livorno a calcare i campi più prestigiosi d’Italia.

“Questa onorificenza non è mia, è della città,” ha sussurrato un Protti visibilmente commosso durante la consegna del premio.

Il sindaco Salvetti ha sottolineato come la Livornina d’Oro non premi solo l’atleta straordinario, ma l’uomo che ha saputo incarnare i valori di identità, orgoglio e resilienza tipici del popolo livornese.

© Riproduzione riservata

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