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Vertenza Konecta, lavoratori in Comune. Sindacati e assessore Mirabelli: “Serve il tavolo al ministero”

A rischio ci sono 76 posti di lavoro e le commesse di Tim all'azienda sono garantite solo fino a dicembre. Il tempo stringe

LIVORNO – Questa mattina (13 luglio) l’assessore del Comune di Livorno Federico Mirabelli ha incontrato a Palazzo civico le rsu del call center Konecta e le segreterie provinciali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc-Uil per confrontarsi sugli sviluppi di questa delicata vertenza. A rischio ci sono infatti 76 posti di lavoro. In concomitanza all’incontro una delegazione di dipendenti ha effettuato un presidio davanti al Comune.

Nel corso di un tavolo a fine giugno Tim aveva comunicato a Konecta la disponibilità a prorogare gli attuali volumi del servizio 187 (al momento unica commessa gestita dal call center di Livorno) al massimo fino a dicembre: nel caso in cui entro fine anno non arrivasse nuovo lavoro da gestire, il call center Konecta rischierebbe seriamente la chiusura.

“Per questo motivo nel corso dell’incontro con Mirabelli – dice il sindacato – le Rsu e le sigle sindacali hanno ribadito che Konecta dovrà in questi mesi sondare tutte le strade possibili per ottenere nuove commesse. È vero che il settore dei call center è in grossa crisi, ma l’azienda non può solamente limitarsi a prendere atto della situazione: Konecta deve mettere in campo un atteggiamento più responsabile e assumersi le proprie responsabilità nei confronti del territorio in modo ancora più incisivo. Livorno non può perdere altri 76 posti di lavoro”. 

“Attendiamo che la Regione convochi Konecta per analizzare la situazione in modo ancora più approfondito – concludono i sindacato – Diventa inoltre sempre più importante che il prefetto faccia pressione affinchè della vertenza Konecta se ne discuta a un tavolo al ministero. La vertenza sarà lunga e complicata, ma rsu, sigle sindacali e lavoratrici metteranno in campo ogni iniziativa possibile per difendere il lavoro. La lotta continua”.

Particolarmente significativa è stata la presenza al tavolo di una rappresentanza di Tim, coinvolta dal prefetto nel confronto sulla situazione dell’azienda e sulle prospettive occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori.

La notizia positiva emersa dall’incontro è stata la conferma dei volumi produttivi, già programmati, che consentiranno di sostenere il contratto di solidarietà al 20% fino al termine dell’anno.

“Adesso la sfida – commenta il Comune – si sposta sui prossimi sei mesi ovvero fino alla scadenza degli ammortizzatori sociali. Sarà determinante rafforzare il confronto tra tutti i soggetti coinvolti per individuare soluzioni condivise e garantire risposte concrete. In questo quadro, l’Unità di crisi della Regione Toscana, con la quale siamo costantemente in contatto, si è già attivata per promuovere un confronto in sede regionale con tutte le parti interessate, con l’obiettivo di accompagnare il percorso per favorire l’individuazione di soluzioni condivise. Su questa vertenza, tuttavia, si fa sentire e pesa l’assenza del governo e del Ministero delle imprese e del made in Italy. Nell’ultimo anno la Regione Toscana ha infatti richiesto formalmente, in almeno due occasioni, sia l’apertura di un tavolo nazionale presso il ministero dedicato alla crisi del comparto delle telecomunicazioni, sia l’istituzione di un tavolo specifico sulla vertenza Konecta. A entrambe le richieste, ad oggi, non è arrivata alcuna risposta”.

“A conferma di questa disattenzione – prosegue la nota dal municipio – da parte del governo e del ministero delle Imprese e del Made in Italy vi è anche lo sciopero con mobilitazione nazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali di categoria dal 13 al 27 luglio. Tra le principali rivendicazioni vi è proprio la richiesta di istituire un tavolo permanente di confronto tra governo, imprese del settore e parti sociali, con l’obiettivo di governare i profondi processi di trasformazione che stanno investendo il comparto, a partire dall’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione e sull’organizzazione del lavoro”.

L’assessore Mirabelli commenta che “le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali sono pienamente condivisibili. Per questo rinnoviamo con forza la necessità che il ministero delle imprese e del made in Italy apra al più presto un tavolo nazionale di confronto, capace di accompagnare il processo di trasformazione del settore delle telecomunicazioni. È necessario governare questi cambiamenti, cogliendone le opportunità attraverso adeguate politiche industriali e sociali, affinché innovazione e sviluppo non si traducano in nuova precarietà o disoccupazione ma in occasioni di crescita e tutela dell’occupazione”.

© Riproduzione riservata

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