Livorno – Pianese 1-2
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Mawete (1’ st Ghezzi), Noce, Tosto (1’ st Camporese), Falasco; Luperini (16’ st Malagrida), Odjer (28’ st Hamlili), Marchesi; Biondi (16’ st Panaioli); Di Carmine, Dionisi. A disposizione: Tani, Ciobanu, Haveri, Baldi, Peralta, Marinari, Vayrynen. Allenatore: Venturato.
PIANESE (3-5-2): Filippis; Ercolani, Gorelli, Amey; Sussi, Tirelli (40’ st Colombo), Bertini (25’ st Simeoni), Proietto (40’ st Martey), Coccia; Fabrizi (17’ st Bellini), Ianesi (17’ st Sodero). A disposizione: Nespola, Reali, Balde, Ongaro, Jasharovski, Nicastro. Allenatore: Birindelli.
ARBITRO: Madonia di Palermo (Chichi – Pasqualetto)
RETI: 6’ pt Fabrizi, 33’ pt Bertini, 30’ st Panaioli
NOTE: Ammoniti Mawete, Gorelli, Ercolani, Ghezzi. Spettatori 2338 (1449 + 1779 abbonati). Incasso: 35.067 euro. Recupero: 1’, 6’. Angoli: 0-2.
LIVORNO – Il Livorno cade al Picchi”sotto i colpi di una Pianese cinica e organizzata, interrompendo bruscamente il trend positivo delle ultime uscite. Davanti a oltre 2.300 spettatori, la squadra di Stefano Venturato paga a carissimo prezzo un primo tempo opaco, dove le “zebrette” amiatine hanno dettato legge con un calcio fluido e verticale. Nonostante la reazione d’orgoglio nella ripresa, che ha riaperto i giochi grazie a Panaioli, gli amaranto non sono riusciti a completare la rimonta, incassando un 1-2 che suona come un pesante richiamo all’ordine in una classifica che resta ancora tutta da decifrare.
L’avvio è un incubo per la retroguardia labronica. Dopo appena sei minuti, la Pianese passa: Coccia inventa sulla sinistra e serve a Fabrizi un pallone che l’attaccante bianconero spedisce alle spalle di Seghetti con un mancino chirurgico. Il Livorno prova a scuotersi immediatamente con un fendente di Biondi, ma Filippis si dimostra subito in giornata di grazia. La Pianese però continua a spingere e mette alle corde i padroni di casa con le incursioni di Sussi e Tirelli, sfiorando il raddoppio a più riprese. Al 33′ l’episodio che sembra chiudere i conti: dopo un rigore di Fabrizi respinto da un ottimo Seghetti, la difesa amaranto non riesce ad allontanare il pericolo; il pallone arriva a Bertini che, dai 25 metri, trova l’angolino lontano con un destro chirurgico per lo 0-2.
Negli spogliatoi Venturato prova a ribaltare lo scacchiere inserendo Ghezzi e Camporese, cercando più solidità e spinta. Il volto degli amaranto cambia e la gara si fa più equilibrata, anche se la Pianese resta pericolosa con i colpi di testa di Fabrizi. Al 30′ della ripresa, il Picchi torna a crederci: Hamlili pennella un cross dalla destra che Panaioli trasforma in oro colando, infilando di testa il gol che dimezza lo svantaggio. È il momento di massimo sforzo per il Livorno, che si getta in avanti con generosità ma con poca lucidità, sbattendo contro il muro eretto dagli uomini di Birindelli.
Il forcing finale, durato per tutti i sei minuti di recupero, non produce però il guizzo del pareggio. La Pianese gestisce con autorità i momenti caldi e porta a casa l’intera posta in palio. Per Venturato e i suoi ragazzi resta l’amaro in bocca per una prova di maturità fallita proprio davanti al proprio pubblico, in una domenica dove è mancata la giusta cattiveria agonistica nella prima mezz’ora di gioco. Una sconfitta che brucia, ma che non deve cancellare quanto di buono costruito nelle settimane precedenti.
Lo striscione
111 anni di amore e passione, grandi come il tuo nome Igor Protti eterno campione. Questo lo striscione di 50 metri comparso allo stadio in occasione del 111esimo anniversario della fondazione dell’Unione Sportiva Livorno Calcio, che risale al 14 febbraio
del 1915. La Curva Nord lo ha esposto oggi prima del match e lo ha dedicato a Igor Protti, l’ex attaccante amaranto che da luglio sta lottando contro una malattia.



