LIVORNO – Il confronto sulla Darsena Europa torna al centro del dibattito politico nazionale e regionale. A riaccendere la discussione è stato il viceministro alle infrastrutture e ai trasporti Edoardo Rixi, che ha annunciato l’intenzione di attivare una commissione ispettiva per fare piena luce sui ritardi accumulati nell’attuazione dell’opera strategica per il Porto di Livorno.
Verifiche sui ritardi
Secondo Rixi, il ministero intende approfondire le cause dei rallentamenti che hanno caratterizzato l’iter della maxi-infrastruttura. L’obiettivo dichiarato non è solo politico ma tecnico-amministrativo: comprendere se vi siano stati ostacoli procedurali, criticità nella gestione commissariale precedente o altri fattori che abbiano inciso sulla tabella di marcia.
Il viceministro respinge però con decisione le accuse relative a una presunta carenza di investimenti statali. Le risorse – sostiene – risultano stanziate e disponibili, comprese quelle destinate alle opere complementari e ai collegamenti ferroviari e stradali funzionali al nuovo terminal container.
Botta e risposta con la Regione
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che nei giorni scorsi aveva escluso responsabilità regionali sui ritardi e sollecitato un maggiore impegno finanziario da parte del governo.
Rixi ha replicato sottolineando che gli stanziamenti ministeriali – tra fondi diretti e risorse già programmate – coprono la parte essenziale dell’intervento, evidenziando come le opere a mare siano in corso e come le infrastrutture di collegamento rappresentino ora il nodo principale da sciogliere.
Livorno tra competizione e strategia nazionale
Il viceministro ha inoltre respinto l’idea che il potenziamento di altri scali possa penalizzare Livorno, definendo superata la logica della competizione interna tra porti italiani. L’indirizzo ministeriale, ha ribadito, punta a una strategia integrata che valorizzi ciascun hub nel quadro della logistica nazionale ed europea. Tuttavia resta aperto il tema dei tempi: l’avvio della commissione ispettiva rappresenta un segnale politico forte, che potrebbe incidere sugli equilibri istituzionali e sulla governance del progetto. L’iniziativa mira a garantire trasparenza e chiarezza in una fase in cui il cronoprogramma della Darsena Europa è osservato con attenzione da operatori economici, lavoratori e istituzioni locali.
Una partita decisiva per il futuro del porto.
La Darsena Europa è considerata un’infrastruttura chiave per l’espansione dei traffici container e per il rafforzamento competitivo dello scalo labronico nel Mediterraneo. Proprio per questo il confronto tra governo e Regione assume un valore che va oltre la polemica contingente: riguarda il posizionamento strategico di Livorno nei prossimi decenni.
L’eventuale commissione ispettiva potrà chiarire responsabilità e criticità, ma il vero banco di prova sarà la capacità delle istituzioni di accelerare, garantendo tempi certi, copertura finanziaria stabile e un coordinamento efficace tra tutti i livelli coinvolti



