LIVORNO – Cristiano Lucarelli prende in mano il Livorno: “Me lo ha chiesto Igor Protti”.
L’emozione è forte nella hall dello stadio Armando Picchi, stipata all’inverosimile di tifosi. E non potrebbe essere altrimenti.
È il giorno del grande ritorno a casa di Cristiano Lucarelli, presentato ufficialmente come nuovo allenatore del Livorno al fianco del presidente Joel Esciua e del fratello Alessandro, ds della società. Un annuncio che si trasforma immediatamente in un abbraccio collettivo della tifoseria tra cori, applausi e un profondo velo di commozione: la mente di tutti, infatti, è rivolta a Igor Protti, la bandiera amaranto recentemente scomparsa, la cui ombra e il cui ricordo guidano ogni istante di questo nuovo capitolo.
È stato proprio il legame fraterno con l’ex bomber a spingere Lucarelli a sedersi sulla panchina della sua città, una scelta maturata dopo quel drammatico 12 giugno. “Sono stato io a chiamare Esciua dopo quel 12 giugno perché un amico mi ha chiesto di farlo”, ha svelato a cuore aperto il tecnico, precisando come prima di quella tragica mattina il ritorno a Livorno non fosse nei suoi piani. Un contratto di un anno con opzione di rinnovo e un mandato chiarissimo: onorare la memoria di un simbolo eterno. “Questo per me è il primo anno dopo Cristo e sapete a chi mi riferisco, e per questo abbiamo voglia di onorare un personaggio che è stato un riferimento per tutti noi in campo, ma soprattutto fuori dal campo”. Lucarelli ha poi strigliato dolcemente la piazza, chiedendo compattezza assoluta per superare un’annata che si preannuncia complessa: “Il Livorno va amato a prescindere da tutto, allenatori, presidenti, dirigenti, ma noi siamo innamorati di questa maglia e abbiamo l’obbligo di stare vicini a questa maglia sempre, nella buona e nella cattiva sorte”.
Al suo fianco, il presidente Joel Esciua ha ammesso di aver trovato finalmente la serenità per compiere la scelta più giusta, arrivata dopo una profonda riflessione personale a Londra. “A volte il destino bussa alla porta e non si poteva non farlo”, ha dichiarato il patron, visibilmente sollevato dalla spinta e dalla passione ritrovata della piazza. Adesso, però, la parola passa al campo e agli uomini di mercato. Il Livorno si trova a dover rincorrere il tempo perduto a causa di un ritardo sulla tabella di marcia, dovendo fare i conti anche con i rigidi paletti economici imposti dal regolamento della serie C. “La Serie C è in difficoltà e per evitare di sprofondare in drammi c’è un salary cap”, ha spiegato Esciua, sottolineando come la dirigenza stia lavorando sotto pressione per fare in dieci giorni il lavoro di mesi.
Nonostante le restrizioni economiche, Lucarelli ha le idee chiarissime sulla fisionomia tattica e caratteriale che dovrà avere la sua creatura, potendo contare anche su una fitta rete di contatti nel calcio che conta e sulla volontà di confermare uno zoccolo duro di sei o sette elementi della passata stagione per dare continuità al progetto. “Dovendo rispettare alcuni parametri è più difficile – ha concluso il mister – ma sono convinto che riusciremo ad avere una squadra coraggiosa. Una squadra cattiva e aggressiva che rispetti la livornesità, questo è quello che vogliamo“.
La scalata del Livorno verso il calcio che conta è ufficialmente cominciata nel segno del mito di Igor Protti.


