LIVORNO – Giro di vite dei carabinieri forestali contro il bracconaggio nelle colline livornesi. I militari del Nipaaf, il Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale, hanno scoperto e smantellato una vera e propria postazione per la cattura illegale di cinghiali all’interno di un oliveto. Protagonista della vicenda un livornese di 72 anni, già noto alle forze dell’ordine per episodi sia di natura penale che amministrativa, legati ad attività venatorie non consentite.
I carabinieri, durante un controllo in una zona poderale, hanno individuato un sofisticato sistema di bracconaggio: l’uomo aveva allestito un punto di foraggiamento per attirare gli ungulati, monitorando i loro spostamenti e le loro abitudini attraverso una foto-trappola puntata strategicamente. Per completare l’opera, era stata installata una gabbia metallica con chiusura a scatto di ampie dimensioni, circa due metri per uno, pronta a scattare al passaggio degli animali.
Trattandosi di strumenti e modalità di caccia assolutamente vietati dalla normativa vigente, i militari hanno proceduto al sequestro immediato di tutta l’attrezzatura. Il settantenne è stato denunciato a piede libero alla procura Livorno e dovrà ora rispondere di diverse violazioni, tra cui il foraggiamento abusivo di cinghiali e l’esercizio della caccia in periodo di divieto generale, oltre alla pesante sanzione per l’utilizzo di mezzi non consentiti.
L’operazione rientra nel più ampio piano di contrasto alla caccia illegale che i carabinieri forestali stanno conducendo per tutelare la fauna e l’equilibrio ambientale del territorio labronico.



