LIVORNO – Vandali in azione nel tempio della democrazia cittadina. È un misto di sdegno e amarezza quello che emerge dalle parole del consigliere Alessandro Guarducci, che ieri mattina (10 febbraio) ha denunciato il ritrovamento di diverse scritte ingiuriose incise direttamente nel legno della balaustra che separa il pubblico dai banchi del consiglio comunale. Il rinvenimento è avvenuto poco prima dell’inizio della prima commissione: tra i banchi sono apparse bestemmie e insulti rivolti al governo, intagliati nel mobilio dell’aula.
La scoperta ha colto di sorpresa i presenti. Guarducci ha raccontato di aver notato inizialmente un’incisione vicino ai banchi della destra, un segno che ricordava di aver già visto, ma spostandosi verso il centro della sala sono emersi nuovi sfregi, probabilmente più recenti. “Non avrei mai immaginato che nel luogo simbolo delle istituzioni potessero verificarsi episodi di tale inciviltà”, ha commentato il consigliere, sottolineando come l’aula dovrebbe essere il luogo del confronto civile e non del vandalismo becero.
La segnalazione ha fatto scattare immediatamente il protocollo istituzionale. Guarducci ha informato l’assessore Ferroni e il segretario generale D’Avino, formalizzando poi la denuncia al presidente del Consiglio. Anche il sindaco è voluto scendere personalmente nell’emiciclo per constatare l’entità del danno. Sebbene l’ultima seduta consiliare fosse stata segnata da forti tensioni tra il pubblico, Guarducci ha preferito non lanciare accuse dirette: le scritte potrebbero essere lì da tempo, sfuggite finora agli occhi dei più.
L’appello finale è però perentorio: ripristinare il decoro della “casa di tutti i cittadini” il prima possibile. Resta l’interrogativo su come sia stato possibile agire indisturbati per incidere il legno in un luogo presidiato, un gesto che offende non solo le istituzioni, ma l’intera comunità che in quell’aula dovrebbe sentirsi rappresentata.



