LIVORNO – Grande partecipazione di pubblico ieri pomeriggio (15 marzo) al Grand Hotel Palazzo di Livorno per l’iniziativa di Fratelli d’Italia dedicata alle ragioni del sì al referendum sulla giustizia.
Oltre 300 persone hanno affollato la sala per ascoltare i vertici nazionali e territoriali del partito, a dimostrazione di una mobilitazione crescente e sentita in tutta la provincia. Sono intervenuti il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, l’onorevole Giovanni Donzelli, i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Marcella Amadio, Diego Petrucci e Matteo Zoppini, il consigliere comunale Fdi Alessandro Perini, il coordinatore comunale Fdi Romeo Chierchia e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari.
“Questa è un’occasione importantissima per riformare la giustizia – ha esordito Amadio – per renderla più libera anche dai poteri della politica e soprattutto per poter avere anche più democrazia. Questa riforma ci riguarda tutti perché prima o poi ognuno di noi avrà a che fare con un tribunale, con un magistrato. Chi sta facendo campagna elettorale per il no vuole soltanto mandare a casa Giorgia Meloni, ma Giorgia Meloni rimarrà. Questa non è una battaglia contro qualcuno, non è uno scontro con la magistratura, è una riforma per la giustizia, per un processo più equilibrato, per uno Stato più credibile, per cittadini che possono avere fiducia nelle istituzioni. E noi da Livorno vogliamo dirlo con chiarezza. L’Italia ha bisogno di una giustizia più giusta, più trasparente, più moderna”.
“Il voto sul referendum – ha detto Zoppini – dovrebbe essere un voto di merito ma viene ed è strumentalizzato da alcuni per cercare di colpire il governo.
“Ogni giorno leggiamo di spacciatori, rapinatori e persone che prendono a testate i poliziotti per poi essere rilasciati dopo poche ore con scuse assurde: ‘stato di necessità’, ‘stress da arresto’ o perché hanno 20 anni o ne hanno 60. In quale altro Stato al mondo accade questo? Questi provvedimenti arbitrari vanificano il lavoro straordinario delle forze di polizia. La riforma serve a proteggere i più deboli. Chi vive nelle ville con piscina non ha paura; a scappare dai parchi della periferia quando cala il buio sono le famiglie povere, gli anziani e i bambini. Noi vogliamo un’Italia dove chi sbaglia vada in galera”. Ha spiegato Diego Petrucci.
“Questo referendum riguarda tutti, riguarda la sicurezza di una figlia che esce la sera, riguarda il diritto di non trovarsi sotto casa uno stupratore che qualche magistrato politicizzato ha deciso di non espellere. Non è accettabile che un criminale torni libero dopo due ore mentre il poliziotto che lo ha arrestato finisce sotto processo per dieci anni. Senza una giustizia certa, l’economia muore: nessuna azienda investe dove i processi non finiscono mai. La sinistra oggi vota ‘no’ solo per andare contro Giorgia Meloni, ma dimentica che queste riforme le avevano promesse anche loro, senza mai avere il coraggio di farle. Manifestano parlando di guerra e di Trump perché non sanno cosa dire nel merito dei quesiti. Domenica non si vota per mandare a casa il governo, si vota per avere un’Italia più giusta, dove chi sbaglia paga e dove i magistrati applicano le leggi del Parlamento invece di fare politica. Andiamo a votare sì”. Ha concluso Donzelli



