PIOMBINO – “Nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 27 febbraio si è consumata una vicenda che riteniamo grave sul piano politico e istituzionale, soprattutto perché riguarda un tema delicatissimo come quello della sanità e, in particolare, il futuro della cardiologia presso l’Ospedale di Piombino”. Così i gruppi consiliari di Pd e Piombino Domani.
“Maggioranza e Partito Democratico avevano presentato due distinti ordini del giorno sulla necessità di rafforzare il presidio ospedaliero e garantire la piena funzionalità della cardiologia, sollecitando con forza un intervento della Regione Toscana e del ministero della salute – dicono – Come forze di opposizione, abbiamo fin da subito tentato una strada diversa: un documento unico, condiviso, capace di rappresentare l’intero consiglio comunale su una questione di interesse generale che riguarda la salute dei cittadini. Nel percorso di confronto abbiamo accettato tutte le modifiche proposte dalla maggioranza, dimostrando senso di responsabilità e reale volontà di arrivare a una posizione comune. Abbiamo chiesto soltanto di espungere due paragrafi contenenti affermazioni che, a nostro giudizio, necessitano di verifiche puntuali prima di essere dichiarate in modo così assertivo: il riferimento alla mancanza di notizie sui sette cardiologi annunciati mesi fa e alla previsione che il concorso sarebbe andato deserto; l’affermazione secondo cui oltre l’80 per cento dei casi di Ima nel nostro territorio non sarebbe trattato nei tempi salva-vita previsti dai protocolli internazionali”.
“Non abbiamo mai messo in discussione la centralità del problema né la forza politica dell’atto – dicono Piombino Domani e Pd – Al contrario, abbiamo ritenuto che la credibilità delle istituzioni imponga prudenza e rigore, soprattutto quando si trattano dati sanitari così sensibili. La richiesta di eliminare quei passaggi non avrebbe in alcun modo indebolito l’ordine del giorno, che manteneva con chiarezza l’obiettivo di sollecitare con determinazione le istituzioni competenti e di convocare un consiglio comunale aperto e monotematico alla presenza dei rappresentanti regionali e ministeriali”.
“La maggioranza ha respinto questa proposta di mediazione – conclude la nota – Il risultato è stato la presentazione di due ordini del giorno distinti. A dimostrazione del nostro senso di responsabilità verso la città, le opposizioni si sono astenute sul documento della maggioranza, consentendone l’approvazione. Diversamente, il nostro ordine del giorno è stato semplicemente bocciato dalla maggioranza. È quindi legittimo chiedersi: chi ha davvero cercato l’unità? Su un tema come la sanità non si può procedere per contrapposizioni ideologiche o per verità precostituite. Era ed è necessaria una mediazione, un confronto autentico, la capacità di distinguere tra ciò che è politicamente condivisibile e ciò che richiede ulteriori approfondimenti tecnici. Noi abbiamo scelto la strada del dialogo e della responsabilità istituzionale. Avremmo auspicato lo stesso atteggiamento da parte della maggioranza. La salute dei cittadini merita unità vera, non divisioni costruite su pregiudiziali. Continueremo a lavorare perché il nostro ospedale sia rafforzato e perché la voce della città sia portata con forza ai livelli istituzionali competenti, con serietà, trasparenza e spirito costruttivo”.



