LIVORNO – Lo scontro politico a Livorno si sposta (ancora) dalle scrivanie di Palazzo Civico alle aule di giustizia. Dopo la giornata di ordinaria follia che lunedì (9 febbraio) ha visto il Consiglio comunale paralizzato da sospensioni, urla e fogli stracciati, il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Palumbo ha deciso di passare alle vie legali.
Nel pomeriggio di ieri (10 febbraio) l’esponente del centrodestra si è presentato al comando della polizia Llcale per formalizzare una querela contro ignoti: sul tavolo le ipotesi di reato di diffamazione e oltraggio a pubblico ufficiale, ma il fascicolo potrebbe presto arricchirsi di ulteriori profili penali.
Il verbale depositato alla sezionedi polizia giudiziaria è una cronaca dettagliata e amara di una seduta fuori controllo. Palumbo ricostruisce tre momenti distinti di quella che definisce una vera e propria aggressione verbale. Il primo episodio sarebbe avvenuto intorno alle 11,30, durante la prima interruzione dei lavori, quando un uomo dal pubblico avrebbe urlato l’appellativo infamante di “pedofili” all’indirizzo dei consiglieri di centrodestra. Un’ora dopo, la situazione sarebbe degenerata ulteriormente: mentre Palumbo era seduto al proprio banco, un gruppo di giovani lo avrebbe investito con una raffica di insulti, attacchi personali sull’aspetto fisico e frasi del tenore “fascista, idiota, non capisci nulla”. Il consigliere riferisce di aver tentato di ignorare le provocazioni indossando le cuffie, lamentando però la totale assenza di interventi per allontanare i contestatori dall’aula.
La tensione non si è placata nemmeno nel pomeriggio, quando le offese sono proseguite in diretta streaming, rendendo udibili epiteti irripetibili proprio mentre il consigliere stava svolgendo il suo intervento istituzionale. A supporto della denuncia, Palumbo ha consegnato agli agenti due file video estratti dalle riprese del Consiglio, che immortalerebbero sia i volti dei responsabili sia il sonoro delle ingiurie.
Tra i testimoni citati nell’atto figurano il presidente del Consiglio, il sindaco Luca Salvetti e diversi colleghi d’aula. La palla passa ora all’autorità giudiziaria, chiamata a fare luce sulla vicenda.



