LIVORNO – Lorenzo Gasperini lascia la Lega e sceglie Futuro Nazionale. È la prima ufficializzazione a Livorno.
“Ho rappresentato la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia come candidato all’uninominale di coalizione di Livorno per la Camera dei Deputati – ricorda – la Lega per una legislatura da capogruppo in consiglio provinciale, due legislature in consiglio comunale e per oltre 10 anni negli organi di partito. Da tempo ho indicato, negli opportuni consessi interni di partito, il mio profondo disagio per il drastico ribaltamento della linea politica e valoriale della Lega, rilevata quando mi iscrissi 12 anni fa. In particolare, i valori non negoziabili indicati dal magistero della chiesa e dalla sana ragione naturale, ovvero la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la difesa della famiglia come matrimonio tra un uomo e una donna, quale unica struttura naturale di consorzio posto a fondamento della società per la sua prosecuzione tramite la procreazione e l’educazione dei figli, la lotta all’ideologia woke e alla creazione del nuovo senso comune operata tramite strumenti legislativi come l’introduzione del reato di femminicidio (a sostenere l’idea che esistano omicidi di serie A e omicidi di serie B, a seconda dell’identità della vittima), la volontà di introdurre nuovi reati di opinione mentre in passato si raccoglievano firme per l’abrogazione della legge Mancino“.
“Il partito è ormai in mano, nei fatti, ad una nuova linea, creata in laboratorio da Zaia e Molinari – è la spiegazione – che cerca di coniugare alla maniera catalana federalismo e relativismo etico, con l’intento palese di contrapporre le legittime rivendicazioni autonomiste (da me sempre sostenute e perfetta declinazione del principio di sussidiarietà insegnato anche dalla dottrina sociale) all’identità su cui si regge la nostra civiltà e ai suoi fondamenti antropologici, culturali, giuridici e sociali. L’obiettivo ideologico di questa linea è trasformare la Lega in un partito radicale, progressista, nichilista e di sinistra. L’obiettivo tattico di questa linea è, palesemente, il disarcionamento di Matteo Salvini dalla guida del partito per consegnarne il controllo alle componenti culturalmente di sinistra, le quali cercano di erodere i fondamenti della civiltà cristiana facendo della Lega un alleato del Pd nell’erosione della cultura giuridica e morale del paese. Per parafrasare Augusto Del Noce, consenso leghista all’ordine tecnocratico. Ho dato voce a questa insofferenza, sentita dalla maggior parte dei nostri ormai ex elettori (il 34 per cento che ottenemmo con posizioni forti e chiare è ormai un ricordo del passato), con prese di posizione esplicite in tutte le sedi congressuali (comunale, provinciale, regionale e federale), sono intervenuto su questi temi, in modo critico ma costruttivo, anche in occasione degli importanti appuntamenti del congresso regionale, che mi ha eletto a rappresentare il partito come uno dei 12 membri della dirigenza regionale, e del congresso federale, nel cui contesto sono stato estensore e presentatore di una mozione federale accolta da Matteo Salvini ma poi disattesa dai comportamenti della Lega in Parlamento“.
“Lascio la Lega – conclude – riitenendo che la Lega abbia lasciato se stessa e aderisco convintamente a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci per tornare a dare voce ad una cultura autenticamente tradizionale e a quegli elettori che mi hanno chiesto rappresentanza nei 15 anni di attività politica e istituzionale. Ho dunque rassegnato le dimissioni dagli incarichi da me ricoperti di segretario comunale della sezione di Cecina, di membro eletto del direttivo provinciale di Livorno e di membro eletto del direttivo regionale della Toscana“.



