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venerdì 27 Febbraio 2026
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Guido Guastalla alla presidenza del comitato livornese SìRiforma

Una composizione eterogenea con l'ex deputato M5S Francesco Berti, l'ex assessore Simone Lenzi e il consigliere Fdi Alessandro Perini

LIVORNO – Sarà Guido Guastalla, personalità conosciutissima e stimata in città, a presiedere il neonato comitato livornese SìRiforma a sostegno del referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.

Accanto a lui, tra i soci fondatori, l’avvocato penalista Alessandra Natale e una composizione che rappresenta un’inedita e significativa convergenza di esperienze politiche differenti: l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle Francesco Berti, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Perini e Simone Lenzi, artista e autore televisivo, già assessore alla cultura nella prima giunta Salvetti.

La composizione del Comitato non è casuale. I promotori spiegano che “l’unione tra società civile e figure con percorsi politici trasversali è frutto di una scelta precisa: superare la logica dello scontro politico tra favorevoli e contrari al Governo e riportare il confronto sul merito della riforma”.

“Questo referendum – affermano i fondatori – non è un voto sul governo, ma una scelta sul modello di giustizia che vogliamo per il futuro. I cittadini devono poter votare con consapevolezza, sulla base di ciò che la riforma realmente prevede”.

Il comitato promuoverà incontri pubblici, dibattiti e iniziative con ospiti di rilievo nazionale, con l’obiettivo di spiegare in modo chiaro i contenuti della riforma: “la separazione tra chi accusa e chi giudica, così da garantire un sistema penale in cui pubblico ministero e giudice non siano più colleghi – diconio i promotori –  l’introduzione del sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno, a tutela dell’autonomia del Csm e della futura Alta Corte. Un meccanismo che, secondo il comitato, rafforza l’indipendenza della magistratura e offre ai cittadini una maggiore garanzia di imparzialità: chi è chiamato a valutare e giudicare l’operato dei magistrati non dovrà più preoccuparsi di orientare le proprie decisioni in funzione del consenso interno, ma potrà agire in piena autonomia e secondo coscienza, libero dalle logiche rappresentative connesse al voto”.

© Riproduzione riservata

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