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Dalla Shoah ai conflitti contemporanei, il sindaco Salvetti: “Giorno della Memoria richiamo che ci appare più urgente che mai”

Nele parole del sindaco di Livorno richiami alla cronaca di oggi e degli ultimi mesi, dal terrorismo, a Gaza e agli Stati Uniti

LIVORNO – Nella ricorrenza dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il Giorno della Memoria non si limita a essere un tributo dovuto alle vittime della Shoah, ma si riconferma come un esercizio civile attivo e necessario.

Ricordare oggi significa dotarsi di una bussola etica per navigare il presente, opponendosi alla ‘zona grigia’ dell’indifferenza e riaffermando i valori della dignità umana ovunque essi siano calpestati. In questo solco si inserisce l’intervento del sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che lega il ricordo della barbarie nazifascista alle ferite aperte dei conflitti contemporanei.

Quese le parole del primo cittadino.

“In un mondo martoriato da mille atrocità il richiamo della Giornata della Memoria ci appare più urgente che mai. Attivare la memoria e alimentare il ricordo della più grande barbarie umana che ha colpito 80 anni fa milioni di ebrei e non ad opera del mostro nazifascista serve, è indispensabile per dare sempre nuova linfa alle nostre menti e ai nostri cuori, all’intelletto, all’animo e ai sentimenti.
Serve a ricordare a tutti noi che non possiamo accettare che un popolo venga trucidato e annientato in ragione della propria fede o della propria identità. Serve ad opporsi al fatto che qualunque potente al mondo possa pensare di poter gettare in un cestino il diritto internazionale e agire fuori dalle sue regole sconquassando gli assetti di paesi e nazioni.
Serve a rendersi conto che quel baratro è sempre in agguato, anche quando quella che è ritenuta la più importante democrazia al mondo opera con disumanità e violenza fino ad uccidere in mezzo alla strada chi fa sentire la propria voce contro apparati paramilitari che ricordano, per modalità e disumanità, quanto avvenne nel cuore dell’Europa il secolo scorso.
Serve affinché per le strade del nostro paese si arrivi a non consentire più che gruppi di persone si presentino e ostentino comportamenti e richiami neofascisti senza alcun tipo di reazione di sdegno e di difesa della costituzione. Serve a ricordarci che il terrorismo nelle numerose sue angoscianti manifestazioni non può colpire così ferocemente e ledere lo stesso diritto all’esistenza di un popolo.
Serve anche in modo che qualcuno, appunto a corto di memoria, scambi come un sentimento antisemita il movimento che, forte e spontaneo, è nato a Livorno per dire sì alla pace e no alle barbarie contro uomini, donne e bambini nella striscia di Gaza. Serve per dare forza a tutti noi per impegnarsi in ogni modo per gridare no al fatto che, come accade nei territori curdi o in qualunque altra parte del pianeta, nel nome di un dio, di un’ambizione economica o di una velleità politica si calpesti la dignità e la vita delle persone.”

© Riproduzione riservata

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