LIVORNO – Porto di Livorno, il coordinamento Avs Livorno (Alleanza Verdi e Sinistra) accoglie con favore l’installazione della nuova centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria al Varco Fortezza. “Si tratta di un atto dovuto e necessario per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori portuali, ma che non può e non deve essere considerato un punto di arrivo” si legge nella nota di Avs.
“La centralina è un primo passo fondamentale per la trasparenza dei dati – prosegue la nota – ma monitorare l’inquinamento non basta: bisogna abbatterlo alla radice. Non possiamo limitarci a fotografare una situazione critica; dobbiamo agire sulle fonti emissive, a partire dai fumi delle navi”.
Sulla stessa linea interviene Paolo Bruciati, segretario Circolo di Sinistra Italiana Livorno: “La transizione ecologica del nostro scalo passa inevitabilmente per l’elettrificazione delle banchine (cold ironing) e per la trasformazione della flotta, affinché le navi siano alimentate da energia pulita durante la sosta in porto. È una sfida ambientale, ma anche sociale, che richiede investimenti rapidi e certi“.
Il nodo centrale resta però la produzione di energia rinnovabile all’interno dell’area portuale. Lorena Marzini e Gabriele Volpi, portavoce di Europa Verde Livorno, sottolineano i ritardi: “Siamo fortemente preoccupati per la progettazione dell’eolico in porto. Per questo abbiamo chiesto ufficialmente un incontro al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale. Non è accettabile che Livorno resti indietro rispetto ad altri scali nazionali ed europei che stanno già investendo massicciamente sulle energie rinnovabili“.
Secondo il coordinamento Avs, l’eolico non è solo una scelta etica, ma un vantaggio competitivo non trascurabile: produrre energia pulita in loco permetterebbe di abbattere i costi energetici per le imprese e rendere il porto di Livorno un hub moderno e appetibile sul mercato internazionale.
“Non comprendiamo le ragioni di questi ritardi – conclude la nota di Avs – Vedere il porto di Livorno superato da altri competitor, sia in termini economici che ambientali, è un lusso che la città non può permettersi. La salute dei livornesi e lo sviluppo del lavoro non possono più aspettare i tempi della burocrazia o le incertezze della politica“.



