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Caso tessere Fdi stampate a Palazzo Civico: si cerca il responsabile, rischia il peculato

Moduli per l'adesione al partito stampati da uno strumento istituzionale: il caso è stato reso noto dal quotidiano 'Il Tirreno'

LIVORNO – Il caso delle tessere fantasma scuote Palazzo Civico a Livorno e rischia di trasformarsi da una banale anomalia regolamentare in un vero e proprio fascicolo giudiziario. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Il Tirreno, negli uffici del Comune è stata avviata un’approfondita indagine tecnica per fare luce sul rinvenimento di centinaia di moduli per il tesseramento di Fratelli d’Italia all’interno di una stampante istituzionale.

Tutto ha avuto inizio nel corridoio del primo piano, dove si trova la fotocopiatrice a disposizione dei gruppi consiliari: una volta ricaricata la carta nell’apparecchio, la macchina avrebbe iniziato a “sputare” circa 150 moduli di iscrizione al partito, rimasti in coda di stampa dopo l’ultimo consiglio comunale. Il fatto è stato prontamente segnalato dal presidente del Consiglio, Pietro Caruso, che ha richiamato le forze politiche a un uso corretto delle strumentazioni pubbliche.

Le verifiche disposte dal segretario generale, Michele D’Avino, sono attualmente di natura informatica e mirano a identificare l’origine esatta del comando di stampa. Si vuole capire se i moduli siano stati fotocopiati o inviati da un computer specifico, poiché in questo secondo caso sarebbe rimasta una traccia digitale univoca. Le conseguenze per i responsabili potrebbero essere pesanti: se gli accertamenti confermassero un uso massiccio e improprio di carta e toner del Comune per fini di partito, l’ente sarebbe obbligato a trasmettere gli atti alla procura. In tale scenario, l’autorità giudiziaria potrebbe ravvisare gli estremi del reato di peculato, che punisce l’appropriazione o l’uso indebito di beni della pubblica amministrazione da parte di chi li detiene per ragioni d’ufficio.

La vicenda ha innescato un immediato terremoto politico, soprattutto all’interno della stessa destra livornese. La dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Paola Nucci, ha dichiarato che se qualcuno ha sbagliato dovrà risponderne, mentre l’assessora Viola Ferroni ha espresso rammarico sottolineando l’attenzione della giunta Salvetti sul corretto impiego delle risorse pubbliche. Mentre si attendono gli esiti dei controlli sui log informatici, resta l’imbarazzo per un episodio che, nato tra le mura del municipio, rischia ora di trascinare i protagonisti davanti ai magistrati per una questione di tessere e fotocopie.

© Riproduzione riservata

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