LIVORNO – Querelle fra il sindaco Luca Salvetti e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Perini al termine della commissione sulla ‘mala movida’: il primo cittadino va avanti e formalizzerà con il suo avvocato una querela ancora tutta da costruire.
Il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, passa, dunque, all’offensiva legale dopo lo scontro fisico (“Ma non c’è stato contatto, solo un faccia a faccia”, dice il sindaco) e verbale avvenuto lunedì (19 gennaio) al termine della sesta commissione consiliare.
Il primo cittadino ha confermato in conferenza stampa l’intenzione di sporgere una querela a titolo personale (e non solo un esposto d’ufficio, come era stata annunciato inizialmente) nei confronti del consigliere di Fratelli d’Italia, Alessandro Perini, definendo la situazione ormai giunta a un punto di non ritorno.
L’episodio, che ha visto i due protagonisti quasi a contatto fisico dopo lo spegnimento delle telecamere di ConsigliCloud, non resterà dunque confinato nell’alveo della polemica politica. Salvetti ha chiarito che, oltre alla procedura d’ufficio per oltraggio a pubblico ufficiale che scatterà automaticamente data la presenza di circa venti testimoni, procederà per vie legali private. “Da livornese dico stop alle provocazioni in questa città — ha dichiarato il sindaco —. Livorno non merita le provocazioni continue che il consigliere Perini rivolge ai cittadini, agli avversari e persino ai compagni di coalizione. In questi anni sono passato sopra a molte cose, ma le offese ricevute ieri non possono restare senza reazione“.
Il sindaco ha poi puntato il dito contro quella che definisce una “strategia della menzogna”, riferendosi al video pubblicato da Perini sui social subito dopo i fatti. In quel filmato, il consigliere di centrodestra sosteneva di essere stato vittima di un’aggressione intimidatoria da parte del sindaco, il quale gli si sarebbe scagliato contro “stile calciatore”. Salvetti ha ribaltato la versione, parlando di un attacco verbale subito: “Fare il sindaco non significa fare il punching ball o stare zitto quando una persona ti dice di tutto. È la seconda volta che accade in sette anni e non è dignitoso. Basta offese e basta bugie: il video di Perini è una ricostruzione ribaltata che dovrà essere vagliata da un giudice“.
Sullo sfondo della vicenda resta l’aspra polemica legata alla sicurezza nel quartiere Venezia, tema dell’interpellanza che aveva acceso gli animi in aula.
“Contano le parole – ha proseguito il primo cittadino – e le parole sono state quelle che io ho detto e che hanno sentito in venti persone (“idiota, cretino, hai bevuto”, ndr). Da questa bocca non è uscita un’offesa, mentre dall’altra bocca le offese ci sono state e di questo dovrà rispondere fino in fondo. Dopodiché che Perini dica cosa può o cosa non può fare il sindaco, e detti quello che i movimenti e il primo cittadino devono fare è fuori dal mondo. Soprattutto quando questo sindaco in 7 anni non ha offeso mai una persona”.
Con l’annuncio della querela di Salvetti, la vicenda si sposta ora ufficialmente dal Palazzo Civico alle aule del tribunale.


