LIVORNO – Nel raffinato scenario del Grand Hotel Palazzo di Livorno, Trame Sonore in programma domani (1 settembre) alle 21 per il Livorno Music Festival intreccia virtuosismo, colore e dialogo cameristico in un programma che attraversa due secoli di musica, mettendo al centro il clarinetto e il violino in tutte le loro possibilità espressive.
La serata si apre con i due Konzertstücke di Felix Mendelssohn, pagine brillanti e teatrali in cui due clarinetti dialogano con il pianoforte in un gioco di imitazioni, slanci melodici e leggerezza tipicamente romantica.
Il violino diventa poi protagonista con la Sonata n. 3 Ballade di Eugène Ysaÿe, un monologo virtuosistico di grande intensità, seguito da Ménétrier di George Enescu e dalla travolgente Tzigane di Maurice Ravel, rapsodia piena di fuoco, sensualità e virtuosismo. Ysaÿe ritorna con il Caprice d’après l’Étude en forme de valse de Saint-Saëns, omaggio scintillante alla tradizione violinistica francese.
Il programma si arricchisce poi di tre pagine dedicate al mondo del clarinetto: L’arrivo della regina di Saba di Händel, qui in una vivace versione per quartetto di clarinetti, una sorprendente rilettura di Un americano a Parigi di George Gershwin, dove il timbro del clarinetto diventa protagonista di atmosfere jazzate e urbane, e la Sonatina di Joseph Horovitz, elegante e brillante, che chiude il percorso in perfetto equilibrio tra lirismo e ritmo.
Accanto ai protagonisti Paolo Beltramini, Ivan Maliboshka e Giovanni Guastini, si esibiscono i Giovani talenti del Livorno Music Festival, dando vita a un intreccio di energie, colori e sensibilità che rende il concerto un vero laboratorio di suono.
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