30.2 C
Livorno
sabato 4 Luglio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Riapre con il nuovo allestimento il Museo Fattori a Villa Mimbelli

Molte delle opere sono state sottoposte ad un attento restauro. C'ì anche una nuova acquisizioni grazie all'Art Bonus

LIVORNO – Riapre con il nuovo allestimento il Museo Fattori a Villa Mimbelli.

Dopo un riallestimento completo curato dal direttore scientifico dei musei livornesi Vincenzo Farinella, ordinario di Storia dell’arte all’università di Pisa, il museo civico Fattori di Livorno riapre al pubblico il 10 luglio nelle sale di Villa Mimbelli.

Il museo conserva quasi 400 opere di Giovanni Fattori tra dipinti, disegni e incisioni, e offre al tempo stesso una storia sintetica delle arti a Livorno e in Toscana dalla metà dell’Ottocento agli anni Quaranta del Novecento.

Molte delle opere sono state sottoposte ad un attento restauro.

Il restyling del museo ha puntato su spazi inclusivi e moderni, con nuova illuminazione a Led e una palette cromatica neutra pensata per valorizzare le opere senza entrare in conflitto con le decorazioni originali della villa.

Il percorso si apre con un’opera eccezionale di Giovanni Fattori: una tela fronte-retro che da un lato mostra la Carica di cavalleria a Montebello (1862) e dall’altro un soggetto mediceo abbandonato, riscoperto durante i restauri del 1994, simbolo del distacco definitivo di Fattori dal Romanticismo storico.

Il resto del percorso ripercorre l’intera carriera dell’artista: dagli Eccidi di Livorno del 1849 (nuova acquisizione grazie all’art Bonus) ai capolavori degli anni Sessanta come la Torre rossa e la grande tela ispirata a Solferino, fino ai ritratti di volti umili, ai paesaggi selvaggi e agli animali degli anni Ottanta e Novanta. Verso il Novecento emergono le preoccupazioni sociali, con scene di fabbri e carbonai, mentre gli ultimi anni – spesso sottovalutati – rivelano un’originalità sorprendente. Il percorso si chiude con l’ultimo dipinto incompiuto: un cavallo solitario sul mare di Livorno, lasciato interrotto nella primavera del 1908.

Le sale successive ampliano lo sguardo oltre Fattori, con i macchiaioli Lega, Signorini e Cabianca, i Garibaldini di Bartolena, il Naturalismo toscano di Cecconi e dei tre Tommasi, il Divisionismo di Grubicy e Benvenuti, fino ai Postmacchiaioli del Novecento con un giovanile Modigliani e opere di Ghiglia, Viani e Natali.

Per la prima volta il museo dedica una sala permanente a Leonetto Cappiello, il più celebre artista livornese dopo Modigliani, con dipinti e una ricca antologia di manifesti pubblicitari che lo consacrarono, dopo la morte di Toulouse-Lautrec, come il cartellonista più influente d’Europa.

L’edificio di Villa Mimbelli merita una visita di per sé. Costruita nel 1865 dall’architetto modenese Vincenzo Micheli su commissione del mercante Francesco Mimbelli, la sontuosa villa in stile eclettico fu inaugurata nel 1875, circondata da un parco con piante rare. Gli interni distribuiti su due piani nobili riflettono la varietà stilistica dell’Eclettismo ottocentesco: al piano terra spicca la Sala da Fumo in stile moresco; lo scalone è ornato da puttini in terracotta invetriata ispirati a Della Robbia e Donatello; al primo piano la Sala degli Specchi, ex sala da ballo con giochi di specchi e affresco di Annibale Gatti, e una seconda Sala da Fumo con il camino a struzzi-cariatidi e un omaggio dipinto alla città di Livorno.

La nuova acquisizione

Erredue Spa, società italiana attiva nello sviluppo e nella produzione di tecnologie innovative per la generazione, la purificazione e il recupero di idrogeno e gas tecnici, affianca alla propria vocazione industriale un forte impegno nei confronti della sostenibilità, della responsabilità sociale e della valorizzazione del patrimonio culturale. Convinta che innovazione e cultura rappresentino due pilastri fondamentali per la crescita del Paese, l’azienda sostiene iniziative volte a preservare e rendere sempre più accessibili i beni artistici italiani.

In questo contesto si inserisce la donazione del dipinto Gli eccidi di Livorno di Giovanni Fattori, realizzata attraverso gli strumenti dell’Art Bonus, a conferma della volontà di Erredue di contribuire concretamente alla tutela del patrimonio storico e artistico italiano. Il quadro sarà presentato in occasione della riapertura del nuovo allestimento del Museo Civico Giovanni Fattori in programma per il 10 luglio.

L’opera, realizzata da Giovanni Fattori, uno dei massimi esponenti del movimento dei Macchiaioli, rappresenta uno degli episodi più drammatici del Risorgimento italiano: gli scontri e le repressioni avvenuti a Livorno durante i moti rivoluzionari del 1849. Attraverso il suo linguaggio pittorico essenziale e profondamente realistico, Fattori restituisce con grande intensità emotiva il dolore e la tragicità dell’evento, privilegiando una narrazione priva di enfasi retorica e concentrata sulla dimensione umana della storia. Il dipinto costituisce una significativa testimonianza della sensibilità civile dell’artista e del suo interesse per i grandi temi dell’identità nazionale, della memoria e della dignità delle persone coinvolte nei conflitti.

La donazione rappresenta un esempio concreto di come il partenariato tra pubblico e privato possa contribuire alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale cittadino, facendo leva sugli strumenti fiscali messi a disposizione per incentivare il mecenatismo culturale.

Enrico D’Angelo, presidente di Erredue dichiara: “Per Erredue sostenere la cultura significa investire nel futuro della nostra comunità. Crediamo che il patrimonio artistico appartenga a tutti e che debba essere sempre più accessibile, conosciuto e valorizzato. Siamo orgogliosi di aver contribuito alla tutela di un’opera di straordinario valore storico e artistico e auspichiamo che iniziative come questa possano avvicinare sempre più persone all’arte e alla cultura, rendendole un patrimonio realmente condiviso. Con questa donazione, Erredue rinnova il proprio impegno a promuovere iniziative di responsabilità sociale che affianchino l’attività industriale alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, nella convinzione che innovazione, ricerca e cultura costituiscano elementi inscindibili di uno sviluppo realmente sostenibile”.

Per Erredue, sostenere la cultura significa contribuire alla costruzione di una società più consapevole, capace di custodire la propria memoria e di trasmetterla alle future generazioni. L’azienda ritiene infatti che la tutela del patrimonio artistico rappresenti un investimento strategico per lo sviluppo del territorio, favorendo il dialogo tra imprese, istituzioni e cittadini e rafforzando il senso di appartenenza alle comunità.

Così l’assessora alla cultura del Comune di Livorno Angela Rafanelli: “Dopo molti anni, il Museo Fattori torna ad aprirsi alla città di Livorno con un nuovo percorso scientifico, arricchito dall’acquisizione di una nuova opera. È un’emozione difficile da raccontare, perché significa restituire a Livorno un Museo Fattori ancora più ricco del suo patrimonio più prezioso e identitario e dare un segno concreto della visione in cui crediamo: musei vivi, aperti, condivisi, capaci di crescere insieme alla città. Oggi un museo non è una raccolta di opere da custodire in silenzio. È un luogo che si muove, che studia, che accoglie, che emoziona e continua a raccontare storie nuove. E per farlo ha bisogno di nuove acquisizioni, di ricerca, di coraggio e di uno sguardo sempre rivolto al futuro. Gli Eccidi di Livorno rappresentano tutto questo. Colmano un vuoto importante nella collezione del Museo Fattori, raccontando una stagione umana e artistica di Giovanni Fattori finora assente, ma fondamentale per comprendere pienamente il suo percorso e la storia della nostra città. Un’acquisizione importantissima per questa nuova ripartenza, resa possibile grazie alla sensibilità e alla generosità di Erredue, azienda livornese leader nel suo settore, che non ha esitato un attimo di fronte ai nostri racconti e ha creduto fin da subito in questa visione. È stato bellissimo vedervi riconoscere nel nostro patrimonio culturale e decidere di prendercene cura insieme. Perché la cultura non appartiene a qualcuno: appartiene a tutti”.

“E questa è una storia che a Livorno conosciamo bene. È la stessa che racconta di quando i livornesi decisero di sostenere Giovanni Fattori, già ai suoi tempi, commissionandogli e acquistando due grandi opere che oggi custodiamo nel Museo – conclude l’assessora – O di quando, lo scorso anno, in occasione della grande mostra per il Bicentenario della nascita di Fattori, altre realtà hanno scelto di sostenere il restauro di molte delle opere della collezione permanente del Museo. È una fiamma antica che abbiamo ritrovato e che abbiamo il dovere di non lasciare spegnere. A tutti i nostri beneFattori voglio dire una parola semplice, ma piena di significato: grazie. Grazie per aver creduto che investire nell’arte significhi investire nelle persone, nella memoria e nel futuro della nostra città. Spero che il vostro esempio possa ispirare tanti altri, perché l’arte continua a essere uno degli strumenti più potenti che abbiamo per creare bellezza, benessere, dialogo e pace. W Fattori. W Livorno”.

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Livorno
cielo sereno
30.2 ° C
30.2 °
28.7 °
34 %
2.7kmh
0 %
Sab
32 °
Dom
33 °
Lun
29 °
Mar
28 °
Mer
29 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS