LIVORNO – Bloc Fest continua il suo viaggio e approda a Livorno, tra le mura della Fortezza Vecchia — una finestra sul mare che custodisce la memoria portuale della città e ne amplifica il carattere aperto, stratificato e in costante trasformazione. La data si inserisce all’interno degli Italian Port Days come progetto speciale che mette al centro il porto non solo come infrastruttura, ma come spazio culturale e civico, luogo di attraversamenti, scambi e identità in continua evoluzione .
Per questa tappa, il festival incontra Fortezza Elettrica e Merce Elettrica: non un semplice collettivo ma uno spazio di possibilità, un luogo in cui forme estetiche immediate e intime prendono forma attraverso la musica, con una forte attenzione alla dimensione culturale e comunitaria.
Il concept curatoriale della serata — Suoni del Mediterraneo | Porto, Città, Culture in Connessione — nasce proprio da questa visione: il Mediterraneo come spazio sonoro in costante trasformazione, dove culture portuali e di confine generano forme musicali ibride capaci di tenere insieme memoria e contemporaneità. Il porto diventa così una cassa di risonanza simbolica delle traiettorie che lo attraversano: persone, merci, storie, dialetti, ritualità e paesaggi acustici.
Il programma
Elena Colombi apre la serata iniziando un dialogo con l’ambiente della fortezza, come se ogni vinile fosse un’eco che s’alza dal mare. I suoi set sono mappe emotive in movimento: trame di contrasti che oscillano tra luce e ombra, pulsazioni profonde e sospensioni rarefatte, in un flusso nomade che cattura l’attenzione e invita all’ascolto come un sussurro che si trasforma in riverbero. A seguire, Mai Mai Mai costruisce un percorso sonoro che sembra emergere da antichi rituali di frontiera. La sua ricerca esplora connessioni sotterranee tra ritmo e trance, memoria e presente. Con Karakoz — registrato tra Ramallah e Betlemme nel 2024 — la sua musica si distende come un arazzo di sensazioni: tensioni industriali si intrecciano a onde ambientali e inflessioni mediterranee, narrando frammenti umani e cosmici in un continuity che pulsa oltre il tempo.
Guaro, membro del collettivo Merce Elettrica, disegna paesaggi sonori dove tensione ritmica e vibrazioni sintetiche si fondono in un battito unico. I suoi set si muovono con fluidità tra l’elettronica contemporanea e le vibrazioni anni ’90, creando una tensione sospesa che avvolge lo spazio come una corrente invisibile.
Chiude Selezione Naturale, progetto di Andrea Natale: un invito a immergersi in un suono oscuro e primordiale dove ecosistemi post‑punk, pulsazioni industriali ed echi elettronici si amalgamano in un racconto diretto e viscerale. Il suo è un linguaggio fatto di ombre, spigoli e profondità, capace di Una notte che mette in dialogo identità diverse, visioni radicali e paesaggi sonori in continua trasformazione — e che riporta il porto al centro come spazio vivo, culturale e condiviso.



