LIVORNO – “Chiediamo che all’interno delle scuole della provincia livornese non sia fatta propaganda su attività belliche, arruolamento e vita militare e non si collabori con enti o aziende legate a questi settori”.
Così Veronica Virgili, segretaria generale Flc-Cgil Livorno, che annuncia: “Per questo motivo l’assemblea generale ha prodotto un documento che sarà trasmesso a tutte le scuole livornesi, chiedendo che sia approvato dal collegio docenti o dal consiglio d’istituto”.
“Nel testo – prosegue la segretaria – si chiede alle scuole di non esporre materiale promozionale né qualsiasi materiale finalizzato a propagandare le attività belliche, l’arruolamento e la vita militare, anche al fine di orientare e condizionare le future scelte professionali degli studenti e delle studentesse. Si chiede inoltre di non accogliere progetti in partenariato con strutture militari o aziende coinvolte nella produzione e nella vendita di materiale bellico, e di non organizzare visite e viaggi di istruzione presso strutture militari. Nel documento si invitano inoltre le scuole a realizzare stage e sessioni di Pcto esclusivamente in strutture civili”.
“Ribadiamo – sottolinea Virgili – che il percorso di crescita e di istruzione degli studenti e delle studentesse – in linea a quanto sancito dall’articolo 11 della Costituzione – deve prevedere il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Per questo motivo si invitano le scuole a rafforzare le attività di educazione alla pace, la cultura dell’accoglienza e il rispetto dei diritti umani“.
“La presente presa di posizione non intende disconoscere il ruolo costituzionale delle forze armate quali organi della Repubblica antifascista, né negare l’esistenza dei conflitti nella storia e nella realtà contemporanea, ma si fonda sulla ferma opposizione alla loro normalizzazione come strumento educativo, culturale e professionale” conclude la nota.


