LIVORNO – Presto da polizia e carabinieri di Livorno
Nei giorni scorsi agenti della polizia della questura di Livorno e carabinieri del locale comando provinciale hanno tratto in arresto un 31enne cittadino turco ricercato dalle autoritĂ turche per una serie di delitti: associazione per delinquere finalizzata alla commissione di crimini, rapina qualificata, danneggiamento della proprietĂ ed altri per cui il codice penale turco prevede la pena massima di 15 anni.
L’ordine di esecuzione per la misura cautelare in carcere è stato emesso pochi giorni prima della cattura dalla sezione penale della Corte d’Appello di Firenze, su richiesta del ministro della giustizia, ed è stato eseguito venerdì scorso (16 gennaio), attraverso una serrata attività di ricerca congiunta condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Livorno e dai poliziotti della squadra mobile della questura.
Nello specifico l’attività info-investigativa della polizia di Ankara supportata dall’Ufficio dell’esperto per la sicurezza in Turchia è stata veicolata ai due uffici investigativi del territorio livornese dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della direzione centrale della polizia criminale.
Dall’incrocio delle risultanze investigative in possesso degli inquirenti italiani con quelli turchi era emerso che il 31enne, richiedente asilo politico in Italia – all’ufficio immigrazione della questura di Llvorno, avrebbe continuato, dal nostro territorio, a coordinare, istruire e incitare, attraverso vari canali di comunicazione e intermediari, attivitĂ criminali di rilevante entitĂ nel suo paese d’origine.
Polizia e carabinieri, dopo assidue ricerche svolte su tutto il territorio della provincia, e non solo, hanno individuato il 31enne dimorante all’interno di un bed & breakfast della vicina Pisa, in compagnia di altro connazionale. Acquisita la certezza dell’identitĂ immediato è stato il blitz e la cattura eseguita dalle due polizie giudiziarie.Â
Al termine delle formalitĂ di rito, il cittadino turco è stato tratto in arresto e condotto al carcere di Pisa, a disposizione della corte d’appello, che dovrĂ deciderne l’estradizione.Â


