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Palazzo del Refugio, l’amministrazione apre al confronto. Asia Usb: “Regolarizzare gli inquilini”

Il sindacato: "Nessuno sgombero in vista. Destra neofascista strumentalizza la situazione"

LIVORNO – Palazzo del Refugio, si è svolta nel pomeriggio di ieri (8 gennaio) l’annunciata assemblea organizzata dal sindacato Asia Usb e dal Teatro Refugio. Presenti numerose famiglie di inquilini dello storico palazzo di proprietĂ  comunale e diversi attivisti e attiviste degli spazi sociali cittadini. Iniziativa organizzata a seguito dell’annuncio di imminenti sopralluoghi all’interno del palazzo. Presenti l’assessore Mirabelli e l’assessora Ferroni invitati dalle famiglie.

La riunione si è aperta con un intervento introduttivo che riassume la posizione del sindacato Asia e del Teatro Refugio. “Negli anni – spiega la nota di Asia e del Teatro – sono stati numerosi i sopralluoghi effettuati dai tecnici comunali che si sono sempre svolti con la massima collaborazione. Non vi è alcuna contestazione rispetto all’esigenza dell’attuale amministrazione di voler provvedere ad una nuova ricognizione ma la stessa deve essere, a nostro avviso, finalizzata a regolarizzare finalmente tutti gli inquilini che storicamente vivono all’interno del palazzo. Questo perchĂ©, in questo palazzo non esistono, per nessuno, dei veri e propri contratti di locazione rinnovati a seguito della cessione della struttura dalla Fondazione Dal Borro al Comune di Livorno”.

“Con diverse modalitĂ  – prosegue la nota – gli inquilini vivono nel palazzo con vecchi contratti, verbali, contratti scaduti e rinnovati tacitamente, pagamenti di indennitĂ  di occupazione e via dicendo. Un altro punto che affermiamo è che tutto ciò avvenga col previo accertamento delle condizioni di reddito delle famiglie interessate. Una soluzione percorribile, in quanto la struttura non è inserita, nĂ© al momento inseribile, nel patrimonio Erp. Un modo per mettere la parola fine alla precarietĂ  e all’assenza di chiarezza sul futuro dell’intero immobile”.

“Abbiamo chiesto all’amministrazione di effettuare i sopralluoghi concordandone lo svolgimento con le famiglie interessate, in modo da raggiungere il risultato evitando qualsiasi possibile tensione. I rappresentanti dello spazio sociale hanno ribadito il ruolo centrale in cittĂ  di questa esperienza politica e culturale, che quest’anno festeggerĂ  20 anni. Dal canto loro, gli assessori hanno fatto alcune dichiarazioni importanti. In prima battuta è stata ribadita la vocazione pubblica e sociale del palazzo. Non vi è intenzione di cedere alle ripetute ‘avances’ dei privati che periodicamente hanno cercato di impossessarsi dello storico immobile, che, ricordiamo, è anche sottoposto al vincolo della Soprintendenza delle Belle Arti. Sul tema dei sopralluoghi hanno dichiarato che l’intenzione dell’ente pubblico è solo quella di svolgere una ricognizione degli spazi, per aggiornare le piante in possesso dell’ufficio patrimonio, e censire lo stato attuale degli inquilini. Nessuno sgombero in vista e ci auguriamo, nessuna volontĂ  di procedere con denunce penali“.

“Come soggetti promotori – proseguono il sindacato Asia e Teatro Refugio – ribadiamo le nostre posizioni. C’è chi in cittĂ  ha cercato e sta cercando ancora, di strumentalizzare questa situazione. Dividere le famiglie e fare propaganda politica sulle spalle degli inquilini e dello spazio sociale. Noi invece abbiamo delle proposte e vogliamo trovare soluzioni condivise con tutti gli abitanti che da anni vivono la struttura. Non ci stiamo a restare ‘schiacciati’ da una parte dalla destra neofascista cittadina che continua a portare avanti la sua becera speculazione e dall’altra dall’amministrazione comunale che si muove solo sotto pressione e rischia di non avere un progetto chiaro sul futuro dell’immobile”.

Il progetto lo propongono i diretti interessati: nuovi contratti di affitto per tutti gli inquilini e regolarizzazione definitiva. E’ questa l’unica ‘legalitĂ ’ percorribile. Il resto sono chiacchiere e illazioni. Fino a quel momento – conclude la nota – pur nella consapevolezza che il percorso di dialogo è sempre preferibile, non staremo a guardare e subire gli eventi ma siamo pronti ad organizzarci per difendere le famiglie e lo spazio sociale”.

 

© Riproduzione riservata

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