LIVORNO – L’operaio di 50 anni morto mentre lavorava a Livorno, Federico Ricci, era un dirigente della Pallavolo Cascina.
Così lo ha ricordato la società sportiva all’indomani della tragedia.
“Federico Ricci è venuto improvvisamente e tragicamente a mancare all’affetto dei suoi cari per un maledetto incidente nella fredda mattina del 23 gennaio – si legge – E, con le rispettose proporzioni, ora mancherà tanto anche al futuro della famiglia di Pallavolo Cascina. Sì… proprio dove lui e suo figlio Alessio, valido giocatore della nostra serie D, erano approdati da non molto tempo, ma si erano inseriti in modo infinitamente e sorprendente bello e soprattutto con tante prospettive future. Lui come dirigente ed il figlio come atleta. Federico era una persona… diremo solare, un uomo affabile, rispettoso, che sapeva spesso sorridere e lanciarti un messaggio o un segnale della sua presenza. Federico sapeva sempre come comportarsi e quando agiva lo faceva sempre a proposito. Era un dirigente che pian piano, in sintonia con il suo modo pacato di essere, avrebbe consolidato il suo ruolo e la sua presenza nella società”.
“Ci mancherà sicuramente tanto, quando domani tutti realizzeremo davvero che Federico non lo vedremo più al fianco della squadra o al banco dei segnapunti o in un posto qualsiasi della palestra dove sicuramente serviva e dava una mano. Federico si era fatto apprezzare proprio per questo… perché senza tanti particolari ‘fronzoli’ faceva ciò che serviva. Lo sport, ai livelli dilettantistici come quelli di Pallavolo Cascina, ha un infinito bisogno di figure così. Come tanti altri bravi dirigenti, che compongono e militano nella nostra famiglia, anche Federico era uno di noi. Un vero alfiere degno di avere un futuro sportivo insieme a suo figlio Alessio, che speriamo di poter presto riabbracciare e tenere con noi a lungo nelle squadre di categoria”.
“Alessio! Un pensiero ora va anche a te e a mamma Francesca… – conclude la Pallavolo Cascina – con l’incoraggiamento ad entrambi di avere tanta forza per il futuro, una forza come quella che hai quando sei in squadra. Tu abbine tanta e la pallavolo cercherà di fare la sua parte, per quello che sarà possibile e per quanto tu vorrai. Un abbraccio a te ed una preghiera per il tuo babbo che continuerà a vederti, sorridendo… da lassù”.


