LIVORNO – Livorno si è svegliata ieri colpita da un profondo dolore per la prematura scomparsa dell’avvocato Matteo Dinelli, vinto a soli 59 anni da un male incurabile che non gli ha lasciato scampo.
Professionista stimato e uomo di sport, Dinelli rappresentava un punto di riferimento non solo nelle aule del tribunale, ma anche e soprattutto sui campi di football americano, disciplina che lo ha visto protagonista per oltre quarant’anni.
Conosciutissimo per la sua attività di penalista nello storico studio di corso Amedeo, Dinelli era riuscito a coniugare il rigore della toga con la grinta sui campi in erba. La sua carriera sportiva era iniziata negli anni Ottanta: un’avventura durata vent’anni come giocatore, durante la quale aveva militato in tutte le divisioni nazionali, diventando l’anima degli Etruschi Livorno. La sua passione non si era esaurita con il ritiro dal campo, trasformandosi in una fortunata carriera da tecnico e dirigente federale, culminata nel 2016 con l’importante incarico di head coach dei Guelfi Firenze in Prima Divisione.
La notizia del suo decesso ha scosso l’intera comunità livornese. I colleghi dell’Ordine degli Avvocati lo ricordano come un uomo di grande rettitudine, mentre il mondo del football americano piange un pioniere e un maestro che ha formato generazioni di atleti. In queste ore, i social network sono inondati di messaggi di cordoglio: dagli storici compagni di squadra della Pantera livornese agli avversari di mille battaglie, tutti concordano nel descrivere Matteo come una persona che, prima ancora dei titoli e dei meriti sportivi, sapeva distinguersi per l’umanità e l’onestà intellettuale.


