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Lavoratore morto nel quartiere Shangai, Cgil Livorno: “Ennesimo operaicidio”

Il sindacato: "Non siamo più disponibili ad assistere in silenzio a questa strage"

LIVORNO –  “Ancora una volta un operaicidio colpisce il nostro territorio, riportando con forza e drammaticità al centro il tema della sicurezza”.

Così Cgil Livorno e Toscana, che esprimono il proprio cordoglio alla famiglia del lavoratore. “Ma il cordoglio, da solo, non basta più. Non si tratta – prosegue la nota – di una fatalità, ma si dimostra come ancora una volta il lavoro continui a essere, per troppe persone, un rischio quotidiano. Si muore quando la prevenzione non è pienamente garantita, quando la sicurezza viene ridotta a un adempimento formale, quando i controlli sono insufficienti e quando l’organizzazione del lavoro mette tempi, produttività e profitto prima della tutela della vita”.

“Nella nostra provincia afferma il sindacato – i lavoratori continuano a pagare un prezzo inaccettabile. Livorno è la provincia toscana con la più alta incidenza di infortuni mortali rispetto al numero di occupati. Chi lavora ha diritto a tornare a casa ogni giorno, senza dover mettere a repentaglio la propria esistenza per portare a casa il pane. Ogni morte sul lavoro richiama responsabilità precise che devono essere accertate fino in fondo”.

“Non è più accettabile continuare a considerare questi eventi come inevitabili: la sicurezza deve essere un valore concreto, praticato ogni giorno e garantito in ogni luogo di lavoro, senza eccezioni. Non siamo più disponibili ad assistere in silenzio a questa strage continua. Ogni volta che si muore sul lavoro significa che qualcuno ha sbagliato, che qualcosa non ha funzionato, che la prevenzione non è stata messa al centro. E questo deve avere conseguenze chiare, anche sul piano delle responsabilità datoriali, organizzative e istituzionali. Pretendiamo controlli reali e capillari, investimenti immediati sulla prevenzione, formazione vera, rispetto rigoroso delle norme e un rafforzamento concreto degli organi di vigilanza. Non accetteremo più ritardi, scaricabarile o dichiarazioni di circostanza. La sicurezza non è un costo. La sicurezza è un diritto prioritario di ogni persona che lavora“.

“Finché nei luoghi di lavoro si continuerà a morire, la Cgil sarà presente, denuncerà, si mobiliterà e agirà in tutte le sedi possibili, senza ambiguità e senza arretramenti. Basta morti sul lavoro. La vita delle lavoratrici e dei lavoratori – conclude la nota – non è negoziabile e viene prima di ogni altra cosa“.

© Riproduzione riservata

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