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Ex calciatore amaranto e allenatore aggredito ad Ascoli perché indossava una giacca del Livorno

Un ignoto lo ha prima apostrofato verbalmente e poi gli ha strappato l'indumento di dosso fra l'incredulità dei presenti. Indagano i carabinieri

ASCOLI PICENO — Non è bastato il clima di festa del primo pomeriggio di Capodanno a placare la deriva di un tifo violento e irragionevole che, ad Ascoli, sembra aver ormai smarrito ogni contatto con la realtà. A poche settimane dall’aggressione ai danni di un dodicenne “reo” di indossare i colori bianconeri, la cronaca deve registrare un nuovo, inquietante episodio di intolleranza sportiva: vittima l’ex calciatore professionista Andrea Persia, 50 anni, aggredito in pieno centro, in piazza Arringo, davanti a testimoni e turisti.

A raccontare la vicenda nel dettaglio è stato Il Resto del Carlino. 

Erano circa le 15 quando Persia, allenatore romano attualmente alla guida della Vigor Perconti ed ex centrocampista con un passato importante anche in Toscana, calciatore professionista a Livorno e poi nella Massese, è stato preso di mira da un uomo mentre passeggiava con la famiglia e un gruppo di amici. Il pretesto? Una giacca del Livorno indossata dall’ex atleta (che proprio in maglia del Livorno ha la foto di copertina sui social). Quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio tra la pista di pattinaggio e i caffè del centro si è trasformato in un incubo: dopo uno scambio di battute, l’aggressore è passato alle vie di fatto, inseguendo e strattonando Persia fino a strappargli letteralmente la giacca di dosso. Solo l’intervento di alcuni passanti ha evitato che lo scontro fisico degenerasse in conseguenze peggiori, prima che l’esagitato si dileguasse.

L’episodio appare ancora più assurdo se si scava nel passato professionale della vittima. Andrea Persia non indossava quel capo per provocazione, ma per un legame affettivo e professionale profondo con i colori amaranto: è proprio a Livorno, nella stagione 1996/97 in C2, che ha iniziato la sua carriera nel calcio che conta. Un legame con la Toscana che è proseguito negli anni anche con la maglia della Massese, piazze dove Persia ha lasciato il segno come professionista serio e stimato.

“Non avevo capito cosa volesse, poi ha iniziato a inveire contro la giacca”, ha raccontato  al quotidiano locale. “Siamo romani, non livornesi, lui ci ha giocato per questo la indossa. Ma siamo impazziti? Non si può più circolare?”, hanno aggiunto gli amici della comitiva, tra cui diversi minori rimasti traumatizzati dall’accaduto.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Ascoli, che hanno raccolto le testimonianze e avviato le ricerche per identificare l’aggressore, che rischia ora pesanti conseguenze legali e il Daspo urbano. Il fatto riporta prepotentemente d’attualità il tema della sicurezza e del fanatismo estremo in città: solo un mese fa, il questore Aldo Fusco aveva emesso un provvedimento contro un ventunenne per un episodio analogo avvenuto a Porto d’Ascoli.

© Riproduzione riservata

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