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Venezia 83, nona giornata: ‘Naza’, Martone e la serie di Fanelli

(Adnkronos) –
La nona giornata della 83esima Mostra del Cinema di Venezia si apre con ‘Naza’, opera in Concorso di Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi coautori del documentario ‘No Other Land’ vincitore dell’Oscar 2025. È prodotto da The Guardian e James Wilson (JW Films), produttore esecutivo Jonathan Glazer.  

Wilson e Glazer sono il team vincitore dell’Oscar per La zona di interesse. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela in dettaglio i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele a Gaza.  

 

Dal ‘Fuori Concorso’ arriva ‘Scherzetto’ di Mario Martone con Toni Servillo e Serena Rossi. Il film segue un nonno, Daniele Mallarico, che ha superato i settant’anni ed è un noto illustratore che, ormai vedovo, vive da solo a Milano. Il nipote si chiama Mario, cinque anni, una peste che parla come un libro stampato, conosce tutto, sa fare tutto, spiega ogni cosa. I suoi genitori sono orgogliosissimi di lui. È stata proprio la figlia Betta a chiedere a Daniele di tornare a Napoli, nella casa di famiglia, per tenere per qualche giorno Mario mentre lei e il marito, Saverio, sono fuori per un convegno, ma certo non poteva immaginare. Tra quattro mura e un balcone, si consuma un vero e proprio duello che mette Daniele di fronte ai suoi fantasmi.  

Tra i protagonisti del Lido c’è anche ‘Be Brave’ di Francesco Carrozzini, dedicato al fondatore di Diesel Renzo Rosso. Il film – realizzato con l’intelligenza artificiale – parte dal 1996: Diesel sbarca ufficialmente negli Stati Uniti, da sempre la patria del denim, sfidando Levi’s sul suo stesso campo di battaglia: Lexington Avenue.  

È così che inizia il documentario su Renzo Rosso, il fondatore di Diesel e del gruppo OTB, oggi un vero e proprio impero della moda. Per raccontare la sua storia, il regista intraprende un viaggio intervistando amici, colleghi, artisti e creativi. Tutti dicono la stessa cosa, incontrare Renzo è sentirsi visti per la prima volta. Tutti loro si sono sentiti liberi di creare ed essere se stessi, spingendosi sempre oltre le convenzioni.  

Renzo Rosso però non è solo un imprenditore creativo, è anche un genio della comunicazione, un uomo che ha sempre spinto al limite il linguaggio, la provocazione, l’ironia. Da qui la scelta di utilizzare l’Ia come strumento di racconto. Un gioco con lo spettatore, una scommessa. Per provare a stimolare una discussione sul progresso tecnologico raggiunto con l’Ia e sulla vera creatività che può nascere solo dalle meravigliose passioni e imperfezioni umane.  

 

La star del giorno è Emanuela Fanelli. L’attrice presenta la serie ‘Peccato’: mockumentary comica (dal 2 ottobre su HBO Max) composta da sei episodi di circa 30 minuti, ambientati in un futuro prossimo. Un ‘what if’ ironico che ripercorre la tumultuosa carriera e la vita dell’attrice. Anno 2049. Fanelli ha sessantatré anni e vive reclusa in un paesino sperduto della Valle d’Aosta. Non recita più, non si concede agli obiettivi e alle firme dei rotocalchi. Obiettivi e firme che, bisogna dirlo, neanche la cercano più, visto l’oblio in cui è caduto il suo nome dopo anni di inattività. Ma perché? Quale scandalo l’ha costretta al ritiro? 

 

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