(Adnkronos) – “Mi pare che si stia andando verso una soluzione”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, si dice ottimista sull’esito del confronto nel centrodestra sulla legge elettorale. L’unità raggiunta dalla maggioranza sul voto dei fuorisede (tramite un emendamento presentato oggi a firma del meloniano Fabio Roscani, del leghista Luca Toccalini, del forzista Simone Leoni e dell’esponente di Noi Moderati, Maria Chiara Fazio) fa ben sperare i vertici di via della Scrofa, che guardano con maggior fiducia alle trattative per portare a casa la riforma del Rosatellum entro l’estate, nonostante le resistenze degli alleati su alcuni aspetti del testo, a cominciare dalle preferenze.
Il responsabile organizzativo di Fdi, Giovanni Donzelli, non ha dubbi: “Ricordo che il centrodestra fino a oggi non si è mai diviso in nessuna votazione che c’è stata alla Camera o al Senato e non ho motivo di credere che finirà diversamente questa volta”. Sulla stessa linea Roscani: “Il fatto che si sia trovata la sintesi su un tema così delicato come il voto per i fuori sede, mi fa dire di essere ottimista sulla possibilità di raggiungere una soluzione unitaria sull’intera riforma elettorale”.
L’ottimismo dei meloniani, però, non troverebbe riscontro negli altri partner della coalizione. I nodi da sciogliere restano, eccome. Tant’è che un big della maggioranza dice a mezza bocca: ‘oggi ci siamo ricompattati sui fuori sede, fondamentale bacino di voti, ma sulla riforma continua il gioco delle tre carte…’.
Il presidente dei deputati leghisti, Riccardo Molinari, conferma le riserve sulle preferenze: “E’ noto per che per noi la legge elettorale non è mai stata una priorità, perché sappiamo tutti che questa proposta di modifica nasce da FdI e da Giorgia Meloni. Quello che noi abbiamo sempre detto è che si è arrivati ad un testo di compromesso, dove la Lega ha già fatto delle rinunce, perché per noi il sistema migliore era quello con i collegi uninominali. E siccome con questa legge ci abbiamo rinunciato -rimarca- pensiamo che oggi andare a ricambiare un testo su un tema così sensibile come quello delle preferenze sia molto complicato”.
Molinari va dritto al punto e ritira fuori il fantasma del pareggio che costringerebbe Meloni a un’alleanza con Roberto Vannacci: “Per noi questa legge che prevede i collegi è un’ottima legge e, allo stesso tempo, capiamo l’esigenza di Meloni di evitare un’eventuale situazione di pareggio e quindi eventuali alleanze strane, contro natura, governi tecnici. Riteniamo però che incaponirsi sulle preferenze non abbia molto senso. Se poi, troveranno una mediazione che vada bene a tutti, non è questione di vita o di morte, questo lo ha già detto anche Salvini: le preferenze le abbiamo sempre prese tutti”.
Intanto Forza Italia esprime soddisfazione per l’accordo sul voto dei fuorisede, che favorisce specialmente i giovani studenti (“è un nuovo capitolo di un impegno storico e coerente per riavvicinare le persone alla politica e modernizzare ancor di più il Paese”) e conta di approvare la riforma elettorale prima della pausa estiva ma sa benissimo che la partita è ancora aperta e che il rischio che salti tutto è sempre dietro l’angolo, sia a Montecitorio, sia al Senato. La linea del partito azzurro, comunque, è quella indicata da Antonio Tajani più volte: “Ascolteremo le richieste di tutti, ma la nostra posizione è quella del testo approvato. Vediamo i tecnici cosa faranno e quali saranno le proposte concrete degli altri”.
L’esame della legge elettorale riprenderà il 14 luglio, in aula alla Camera (il 13 scade il termine per gli emendamenti). Fdi, per bocca di Donzelli, fa sapere che in Aula il gruppo sarà compatto: “La prossima settimana in Aula si discuterà la legge elettorale, noi siamo un gruppo sempre molto presente, molto compatto, senza nessuna anomalia nelle nostre votazioni”. Un modo per dire: cari alleati, mi raccomando, non facciamo scherzi.
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