(Adnkronos) – “Teniamo a freno l’emotività: è tutto da verificare che l’operazione di Eni possa avere un effetto emulativo sulle altre compagnie petrolifere”. Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli, commenta all’Adnkronos l’iniziativa di Eni sui prezzi dei carburanti. Secondo Marsiglia, il tema riguarda in particolare la capacità dei piccoli operatori di adeguarsi a una riduzione significativa dei prezzi.
“Non tutta la rete carburanti è fatta da compagnie petrolifere – osserva – ci sono anche piccoli operatori, le cosiddette pompe bianche. Come possono questi soggetti abbassare il prezzo in maniera così significativa se acquistano il prodotto a un prezzo più alto? I margini su ogni litro di benzina sono già molto ridotti”, sottolinea.
Marsiglia ricorda inoltre precedenti iniziative di forte sconto: “All’epoca di Scaroni, nel 2012, ci fu un’altra operazione con uno sconto di 20 centesimi nel fine settimana. Altri operatori delle rete petrolifera dei carburanti andarono in difficoltà e ci furono anche contestazioni”. “Il mercato italiano – sottolinea – è composto da compagnie petrolifere, aziende e operatori indipendenti. Per questi ultimi sostenere una riduzione dei prezzi di questa entità può essere particolarmente complesso”. “Attendiamo la politica di pricing delle altre compagnie petrolifere. Positivo un prezzo basso in Italia ma la crisi internazionale non si ferma ed il prezzo del petrolio sulla base di scorte insufficienti. Temiamo una crisi di prodotto sia grezzo che raffinato nell’import italiano. I prossimi giorni saranno indicatori fondamentali”, conclude.
Con i nuovi prezzi dei carburanti aggiornati ad oggi “la stangata sul gasolio sfiora da inizio guerra la cifra di 32 euro a pieno” secondo il Codacons, che sottolinea inoltre come “il dimezzamento dello sconto sulle accise da 12,2 a 6,1 centesimi di euro scattato oggi non sia stato ancora interamente trasferito sui listini finali alla pompa, destinati a salire ulteriormente nelle prossime ore. Rispetto al 27 febbraio scorso, prima dell’inizio del conflitto in Medio Oriente, un litro di gasolio costa oggi 63,4 centesimi di euro in più, con un incremento in sette mesi del 36,8%. La benzina nello stesso periodo è salita di 48,6 centesimi di euro al litro, pari ad un aumento del 29%”, scrive l’associazione in una nota.
“Da inizio conflitto per un pieno di gasolio sulla rete ordinaria gli italiani spendono 31,7 euro in più, mentre per la benzina la maggiore spesa è da 24,3 euro a pieno”, prosegue il Codacons. “La mossa di Eni di bloccare la crescita dei listini alla pompa fissando un tetto massimo ai prezzi dimostra come sia possibile intervenire sui prezzi dei carburanti per questo chiediamo oggi al governo di attivarsi ricorrendo allo strumento del price cap, già da tempo invocato dagli operatori del settore, almeno fino al termine dell’emergenza”, conclude l’associazione.
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