Cni, ecco la Guida pratica all’Ai per gli ingegneri

(Adnkronos) – Offrire agli ingegneri uno strumento pratico per comprendere e utilizzare l’Intelligenza Artificiale nell’esercizio della professione, alla luce della normativa vigente, del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) – come modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744 – e del Codice deontologico degli ingegneri italiani. E’ questo l’obiettivo della ‘Guida pratica all’Intelligenza Artificiale per l’ingegnere, normativa deontologia e buone pratiche professionali’ realizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri e reso noto oggi in occasione del Congresso nazionale degli ingegneri, in corso a Trieste. 

La Guida si rivolge agli iscritti all’Albo, indipendentemente dal settore di appartenenza e dalla modalità di esercizio della professione, e affronta i principali profili normativi, deontologici e operativi connessi all’utilizzo dei sistemi di IA. L’Intelligenza artificiale è entrata negli studi e nelle imprese di ingegneria più rapidamente delle competenze necessarie a governarla.  

La Guida è articolata in cinque parti. La prima illustra il quadro normativo di riferimento, con una sintesi dell’AI Act e alcuni esempi applicativi nei diversi settori dell’ingegneria. La seconda esamina i rapporti tra Intelligenza Artificiale e deontologia professionale. La terza analizza i principali profili di responsabilità e i rischi legali, sanzionatori e assicurativi. La quarta affronta il rischio derivante dal mancato aggiornamento professionale in materia di IA. La quinta fornisce indicazioni pratiche per un utilizzo consapevole dei modelli linguistici di grandi dimensioni (Llm). Completano la guida alcune appendici con modelli e checklist operative. 

 

Tre sono le cose da ricordare. 1) L’IA è uno strumento di supporto: il lavoro intellettuale e la responsabilità restano sempre in capo all’ingegnere (art. 13 della L. 132/2025 e art. 13 del Codice Deontologico). 2) Trasparenza verso il committente: il committente deve essere preventivamente informato dell’utilizzo dell’IA nell’ambito dell’incarico professionale.3) Conformità normativa: i sistemi di Intelligenza Artificiale progettati, sviluppati o forniti al committente sono soggetti agli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e dalla normativa nazionale vigente. 

L’art. 13 della Legge n. 132/2025 costituisce la principale disposizione nazionale dedicata all’impiego dei sistemi di Intelligenza Artificiale nell’attività professionale dell’ingegnere. La norma disciplina le modalità di utilizzo dell’IA, ribadendo che essa rappresenta uno strumento di supporto e non può sostituire il giudizio tecnico, l’autonomia decisionale e la responsabilità del professionista. Al tempo stesso introduce un obbligo di trasparenza nei confronti del committente, dal quale derivano specifici adempimenti destinati a incidere concretamente sullo svolgimento dell’incarico. 

La responsabilità professionale resta sempre dell’Ingegnere. Ogni elaborato predisposto con il supporto dell’Intelligenza Artificiale deve essere verificato, validato e assunto come proprio dal professionista prima della consegna o della sottoscrizione. L’utilizzo dell’IA non comporta alcun trasferimento della responsabilità professionale al sistema utilizzato o al relativo fornitore. 

 

L’applicazione dell’art. 13 comporta alcuni obblighi e rende opportuno adottare specifiche misure organizzative. In particolare, è opportuno: inserire, una specifica clausola nel disciplinare d’incarico o nel contratto professionale relativa all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale; informare preventivamente il committente, con linguaggio chiaro e comprensibile, delle finalità e delle modalità di utilizzo dell’IA; verificare e validare personalmente ogni elaborato prima della consegna o della firma; documentare, quando opportuno, le modalità di impiego dell’IA e le verifiche effettuate, anche ai fini della tracciabilità dell’attività professionale. 

L’obbligo informativo può essere assolto con modalità differenti, purché il committente riceva in fase di affidamento dell’incarico, informazioni chiare, comprensibili e adeguate alle caratteristiche dell’incarico ricevuto. L’evoluzione della normativa nazionale ed europea in materia di Intelligenza Artificiale comporterà un progressivo adeguamento delle modalità di svolgimento degli incarichi professionali. In particolare, è ragionevole prevedere che: nei bandi pubblici e negli incarichi privati sia sempre più frequente la richiesta di dichiarare l’eventuale utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale; diventi buona prassi inserire nei disciplinari di incarico, nei contratti professionali e nelle relazioni tecniche una sintetica informativa sull’utilizzo dell’IA; assuma crescente importanza documentare le modalità di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e le verifiche effettuate dal professionista, al fine di dimostrare il controllo umano esercitato durante lo svolgimento dell’incarico. 

Quando utilizza l’Intelligenza Artificiale l’ingegnere deve infatti verificare che siano sempre rispettati quattro principi fondamentali: l’IA deve essere utilizzata esclusivamente come strumento di supporto; il controllo umano deve rimanere costante durante tutta la prestazione; il committente deve essere informato dell’utilizzo dell’AI nell’espletamento dell’incarico professionale; la responsabilità professionale rimane sempre in capo all’ingegnere, anche quando l’IA viene utilizzata da dipendenti o collaboratori. 

 

Le modifiche introdotte nel Codice deontologico evidenziano che l’Intelligenza Artificiale non rappresenta soltanto un nuovo strumento di lavoro, ma costituisce ormai un tema trasversale dell’attività professionale. L’ingegnere è chiamato non solo a utilizzare correttamente tali sistemi, ma anche a sviluppare competenze adeguate, proteggere i dati trattati e promuovere un’innovazione tecnologica responsabile e orientata all’interesse pubblico. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nell’attività professionale offre importanti opportunità, ma comporta anche specifici profili di responsabilità. L’ingegnere rimane il soggetto responsabile delle proprie decisioni, delle attività svolte e degli elaborati sottoscritti, anche quando si avvale di sistemi di IA come strumenti di supporto.  

L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale non costituisce una causa di esonero dalla responsabilità professionale. L’ingegnere risponde degli elaborati che firma e delle decisioni assunte nell’esercizio della professione, anche quando siano state predisposte con il supporto di sistemi di IA. 

L’Intelligenza Artificiale può essere utilizzata come strumento di supporto anche nella comunicazione professionale, nella predisposizione di documentazione tecnica e nella gestione delle attività dello studio. Tuttavia, il professionista deve evitare qualsiasi utilizzo dell’IA che possa generare contenuti ingannevoli, violare diritti di terzi o contribuire alla commissione di fatti penalmente rilevanti. 

 

La responsabilità penale è sempre personale. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale non trasferisce la responsabilità al produttore del software né costituisce una giustificazione per condotte illecite. Particolare attenzione deve essere prestata anche alle attività di comunicazione e marketing dello studio, evitando la diffusione di immagini, video o registrazioni generate dall’IA che possano risultare ingannevoli o lesive dei diritti altrui. 

L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale non introduce una nuova forma di responsabilità professionale, ma non elimina né attenua quelle già previste dall’ordinamento. L’ingegnere rimane sempre responsabile delle proprie decisioni, degli elaborati sottoscritti e dell’attività svolta con il supporto dell’IA. E’ inoltre importante ricordare che le diverse forme di responsabilità non si escludono tra loro: uno stesso comportamento può determinare, contemporaneamente, conseguenze civili, disciplinari, amministrative e, nei casi più gravi, anche penali. Per questo motivo, l’IA deve essere utilizzata nel rispetto della normativa vigente, dei principi deontologici e delle buone pratiche professionali illustrate nella presente guida. L’utilizzo consapevole dell’Intelligenza Artificiale non richiede necessariamente competenze di sviluppo software o di programmazione avanzata. E’ tuttavia indispensabile che l’ingegnere acquisisca un insieme di conoscenze tecniche, normative e metodologiche che gli consentano di utilizzare tali strumenti in modo corretto, valutarne criticamente i risultati e comprenderne i limiti. 

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale è estremamente rapida sotto il profilo tecnologico, normativo e applicativo. Per questo motivo l’aggiornamento professionale non può limitarsi alla partecipazione occasionale a un corso, ma deve diventare parte integrante dell’attività dell’ingegnere. Per mantenere un adeguato livello di competenza è opportuno fare riferimento a fonti autorevoli e costantemente aggiornate. L’utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale richiede poi particolare attenzione anche sotto il profilo della sicurezza informatica. Un uso non corretto degli strumenti può infatti comportare la divulgazione di informazioni riservate, l’accesso non autorizzato ai dati o l’introduzione di vulnerabilità nei sistemi informatici dello studio o del committente. La sicurezza non riguarda soltanto il software di IA utilizzato, ma anche le modalità con cui il professionista gestisce credenziali, documenti, codice sorgente e informazioni tecniche. 

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