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Spotify lancia l’assistente IA che conosce i nostri gusti musicali

(Adnkronos) – Spotify continua a investire nell’intelligenza artificiale e avvia la sperimentazione di una nuova funzione che trasforma il modo in cui gli utenti interagiscono con la piattaforma. Il servizio di streaming sta infatti testando “Talk to Spotify”, un assistente conversazionale che consente agli abbonati Premium di cercare, riprodurre ed esplorare musica, podcast e audiolibri semplicemente dialogando con un chatbot. 

La nuova funzione è integrata nella schermata Home e nella visualizzazione “In riproduzione” dell’app mobile. Gli utenti possono comunicare con l’assistente sia digitando le proprie richieste in una casella di testo dedicata, sia utilizzando il microfono per impartire comandi vocali, rendendo l’interazione più immediata e naturale. 

A differenza dei tradizionali sistemi di raccomandazione, il chatbot sfrutta le abitudini di ascolto personali dell’utente. Playlist create nel tempo, artisti preferiti, brani riprodotti più frequentemente e cronologia degli ascolti vengono utilizzati per fornire risposte contestualizzate. È quindi possibile chiedere, ad esempio, quando si è ascoltata per la prima volta una determinata canzone, quali generi musicali hanno caratterizzato gli ultimi mesi o ricevere suggerimenti basati sui propri gusti consolidati. 

L’assistente rappresenta un’evoluzione delle precedenti funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, come Prompted Playlist, che permetteva di generare playlist partendo da una semplice descrizione. Con il nuovo sistema, invece, la conversazione diventa dinamica: si può chiedere di riprodurre brani mai ascoltati prima, affinare progressivamente i risultati indicando artisti specifici oppure modificare l’atmosfera della selezione con richieste come “rendila più energica” o “più rilassante”. 

Oltre al controllo della riproduzione, il chatbot è in grado di rispondere a domande di carattere informativo sui contenuti disponibili sulla piattaforma. Durante l’ascolto di un brano è possibile chiedere l’anno di pubblicazione, mentre per un audiolibro si possono ottenere informazioni su altre opere dello stesso autore. Anche i podcast beneficiano dell’integrazione, consentendo di scoprire, ad esempio, in quali altri programmi sia intervenuto un determinato ospite. 

Con questa iniziativa Spotify punta a rendere la piattaforma più personale e flessibile, cercando al tempo stesso di migliorare la qualità delle raccomandazioni e rispondere alle critiche rivolte negli ultimi anni agli algoritmi di suggerimento automatico. L’approccio conversazionale avvicina il servizio a chatbot come ChatGPT o Gemini, integrando però l’accesso diretto alla libreria musicale e ai dati di ascolto dell’utente. 

La funzione è attualmente disponibile in versione beta per gli utenti Premium maggiorenni residenti negli Stati Uniti, in Irlanda e in Svezia. Il rilascio avviene gradualmente su dispositivi iOS e Android in lingua inglese. Spotify precisa che il sistema è ancora in fase di sviluppo e che le risposte generate dall’intelligenza artificiale potrebbero non essere sempre accurate. 

tecnologia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

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