18.9 C
Livorno
lunedì 27 Aprile 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Nuovo record maratona, medico-fisiatra: “Realizzata profezia scientifica degli anni ’90”

(Adnkronos) – Il nuovo record mondiale della maratona, stabilito nella gara di Londra dall’atleta keniano Sebastian Sawe scendendo per la prima volta sotto le 2 ore (1 ora, 59 minuti e 30 secondi), è “la realizzazione di una profezia scientifica che affonda le sue radici negli anni ’90”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa). “Nel 1991 – ricorda – il fisiologo Michael Joyner aveva ipotizzato, attraverso un celebre modello matematico, che il limite fisiologico assoluto dell’essere umano sulla distanza dei 42,195 chilometri fosse di 1 ora, 57 minuti e 58 secondi. Joyner aveva calcolato questo tempo combinando i valori massimi teorici di consumo di ossigeno, soglia lattacida ed economia di corsa, pur prevedendo che un simile risultato sarebbe rimasto un miraggio per gran parte del XXI secolo. Il tempo di 1:59:30 ottenuto da Sawe rappresenta dunque il superamento ufficiale di quella frontiera, anche prima della previsione del dottor Joyner”.  

Il record messo a segno da Sebastian Sawe “è stato costruito attraverso una gestione della gara magistrale, basata sulla tattica del ‘negative split’. Questa strategia – illustra il medico-fisiatra – consiste nel correre la seconda metà del percorso più velocemente della prima e sembrerebbe essere la più efficiente perché in grado di ottimizzate le riserve di energia (glicogeno), stabilizzare la temperatura corporea e offrire un vantaggio psicologico decisivo nel sorpassare gli avversari in difficoltà nel finale. Sawe ha infatti completato la prima metà del percorso in un tempo di 1 ora e 29 minuti, una velocità impressionante, ma evidentemente controllata dall’atleta, che gli ha permesso di preservare le riserve di glicogeno muscolare per la fase decisiva. Infatti, dopo il trentesimo chilometro, invece di subire il tipico calo fisico, l’atleta keniota ha iniziato una progressione inarrestabile, correndo la seconda metà di gara in soli 59 minuti e 1 secondo”. 

La prestazione atletica si associa anche al contributo della tecnologia contenuta nelle scarpe. “L’eccezionalità della prestazione di Sawe risiede anche nel ruolo giocato dall’innovazione dei materiali, in particolare dalle calzature Adidas Adizero Adios Pro Evo 3 – ricorda Bernetti – che hanno complessivamente l’economia di corsa rispetto ai modelli precedenti. Questo vantaggio tecnologico ha agito come un moltiplicatore delle capacità naturali di Sawe”. 

Il traguardo di Sabastian Sawe “è stato forgiato attraverso uno stile di vita improntato a una semplicità spartana e a una disciplina quasi monastica – prosegue il medico-fisiatra – Soprannominato il ‘killer silenzioso’ per la sua estrema timidezza e riservatezza e la capacità di sconfiggere gli avversari, Sawe segue una routine che permette al fisico di assorbire carichi di lavoro impressionanti. La sua alimentazione è stata affinata per massimizzare l’efficienza metabolica. Sawe è stato addestrato per anni ad essere in grado di consumare circa 100 grammi di carboidrati l’ora tramite idrogel specifici, una capacità di assorbimento che non è innata, ma che ha richiesto mesi di ‘allenamento’ intestinale”. 

Oltre ai fattori biologici e tecnici, la prestazione “è stata favorita da una congiuntura ambientale irripetibile e da una preparazione metodologica incredibile – evidenzia Bernetti – Sawe si è allenato in Kenya a oltre 2.000 metri di altitudine seguendo un microciclo di 10 giorni, una strategia voluta dal coach Claudio Berardelli per massimizzare il recupero pur sostenendo volumi massicci fino di allenamento. Questo condizionamento in condizioni di ridotta quantità di ossigeno ha espanso la capacità di trasporto dell’ossigeno nel sangue. Infine – conclude l’esperto – l’ecosistema di Londra ha a quanto pare offerto le condizioni ambientali perfette: temperature fresche, umidità contenuta e un vento favorevole nel finale hanno agito come un dissipatore termico naturale, impedendo il surriscaldamento del corpo e permettendo a Sawe di riscrivere la storia”. 

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Livorno
cielo sereno
18.9 ° C
18.9 °
18.9 °
54 %
3.2kmh
1 %
Lun
20 °
Mar
20 °
Mer
20 °
Gio
21 °
Ven
22 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS